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Il clock: la struttura portante delle radio

today1 Agosto 2018 3

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Il clock radiofonico è una struttura oraria che scandisce nel dettaglio i tempi dei contenuti di ogni programma. In particolare, ogni emittente basa la propria attività su questa scaletta ben definita (di solito rappresentato da un grafico circolare a spicchi). Nessuna radio può prescindere da ciò, soprattutto perché vi sono regole pubblicitarie ben definite che vanno rispettate.

Clock: gli elementi basilari

La funzione del clock permette a ogni diretta, differita e palinsesto di non accavallarsi tra loro, tenendo sempre presente a che ora andrà in onda una nuova hit e quando bisogna lasciare spazio alla pubblicità o al giornale radio. Certo, l’impianto creativo può differire a seconda dell’identità della realtà di riferimento, ma prima di tutto è bene mettere in campo quali sono gli elementi basilari che la compongono.

Cluster

Lo mettiamo subito in cima, perché è la prima cosa da rispettare. Un cluster è un treno pubblicitario, una serie di spot che sponsorizzano beni o servizi di altre aziende. La loro messa in onda è sacra, in quanto gli inserzionisti hanno pagato per far sì che quel determinato spot andasse in onda nella fascia oraria richiesta. Per questo motivo, i tempi del cluster sono sacri da rispettare.

Segnale orario e giornale radio

Entrambi possono andare di pari passo. Il segnale orario – molte volte annunciato dallo speaker che è in onda o che sta per andare in diretta – definisce l’inizio di un nuovo clock, quindi di una nuova ora di programmazione. A seguire, parte il giornale radio, con la redazione dedicata che dà le ultime notizie in circa 3 minuti (o anche meno).

Jingle

La radio non è la televisione, l’attenzione media di un ascoltatore è molto bassa. Ecco perché, durante il clock, è bene prevedere dei momenti in cui inserire il jingle che identifica la radio su cui si è sintonizzati: “Radio Deejay, one nation, one station”; “RTL 102.5, Very Normal People”; “Un successo del momento, un successo del passato, RAM Power 102.7”; e via discorrendo.

Musica

Un po’ sulla falsa riga del cluster, ma con imposizioni più leggere, anche la musica ha i suoi spazi ben definiti. La loro messa in onda dipende molto dall’identità radiofonica di un’emittente, ma ovviamente anche i suoi tempi sono sacri.

Talk

No, non ce lo siamo dimenticati. Tra gli elementi basilari vi è anche il momento in cui lo speaker accende il microfono e comincia una chiacchierata con gli ascoltatori. La sua durata dipende moltissimo dalla linea editoriale della realtà radiofonica di riferimento, ma rimane comunque un aspetto fondamentale per il clock, visto che può anche mutare prima di un cluster e di una nuova hit (come vedremo tra un attimo).

Clock: le differenze più comuni

Partendo da queste componenti, ogni radio costruisce il clock a seconda della propria mission. Questo fa sì che vi siano altri elementi da tenere in considerazione, che possono iper-caratterizzare ancora di più il famoso grafico di cui parlavamo all’inizio del pezzo. Per non essere troppo pretenziosi, faremo due classici esempi partendo dalla distinzione più famosa nell’ambiente.

Clock di una radio di flusso

Piccolo ripasso: con radio di flusso intendiamo un palinsesto dedito alla musica, mentre i conduttori eseguono interventi brevi e fissati chirurgicamente all’interno del clock. I tempi sono studiati a menadito, e questo crea una sorta di ripetitività che rassicura l’ascoltatore. Perciò, ecco alcuni degli elementi che più di altri caratterizzano la struttura orario di una radio di flusso.

Image ramp

Lo speaker entra in diretta per dire in brevissimo tempo il nome della radio e qualche chicca sulla canzone che sta per lanciare, accompagnato dal jingle della radio.

Teaser

Si tratta dell’anticipazione di un qualcosa che avverrà successivamente a ciò che sta dicendo lo speaker. In pratica, è un espediente per trattenere l’ascoltatore sulla propria emittente, magari promettendo la vincita di premi molto intriganti.

Music utility

Utilizzando l’outro della canzone uscente e l’intro della canzone entrante, lo speaker concede qualche curiosità in circa 30 secondi, senza dover mai entrare sopra le voci dei cantanti.

Clock di una radio di programmi

A differenza della precedente, gli spazi per gli speaker vengono raddoppiati, in alcuni casi triplicati, in quanto l’identità della propria emittente si basa sulle personalità delle voci che vanno in onda. Per questo motivo, i talk diventano più ampi e molti elementi vengono perciò abbandonati (la music utility è pressoché rara da trovare in questo tipo di clock). La pubblicità resta sempre un punto sacro, mentre le canzoni vengono ripartite in più slot di minor durata.

Costruire un clock con professionalità

I nostri sono solo alcuni spunti da cui partire per garantire il rispetto degli orari. Ogni realtà radiofonica, infatti, deve saper identificare una struttura in base alla propria identità. Noi di Consulenza Radiofonica abbiamo un servizio apposito per crearti una struttura che rispetti tutto quanto detto finora. Contattaci per saperne di più.

Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air

Articolo a cura di Angelo Andrea Vegliante

Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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