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Il GR ovvero l’arte di saper comunicare le informazioni alla radio

today30 Novembre 2018 3

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Punta di diamante del giornalismo radiofonico il giornale radio, comunemente detto gr, è il prezioso strumento attraverso il quale la redazione informa gli ascoltatori sfruttando tutte le potenzialità del mezzo. Si tratta di un prodotto confezionato in modo autonomo e indipendente dal palinsesto, ma che non si discosta mai dalla linea editoriale dell’emittente.

Come si scrive un gr?

gr

Quando si realizza un giornale radio è buona norma cercare di rispondere alle tradizionali cinque domande: Chi? Come? Dove? Quando? Perché? Il redattore di un gr, però, deve anche fare i conti con le caratteristiche proprie del mezzo radiofonico, scrivendo un testo che sia soprattutto “ascoltabile”. Non dimentichiamo infatti che l’ascoltatore medio è spesso alle prese con altre attività mentre tende l’orecchio alla radio, perciò che sia in mezzo al traffico, al bar o in ufficio, le news devono riuscire a catturare l’attenzione del pubblico.

Un vero e proprio vademecum per chi è alle prime armi è il prezioso opuscolo scritto nel 1953 (ma che si rivela ancora strepitosamente attuale) da Carlo Emilio Gadda: “Norme per la redazione di un testo radiofonico“. Qui è interessante vedere come venga evidenziata l’importanza di osservare alcune regole inderogabili quando ci si appresta a scrivere un testo per la radio.

Per essere efficace, il linguaggio di un giornale radio deve arrivare in modo semplice, chiaro, diretto. Ma soprattutto, le parole scritte e parlate devono essere in grado di evocare immagini. È proprio qui che entra in gioco l’importanza del lead, la frase d’apertura della prima notizia. Le prime parole del testo sono preziose in quanto forniscono all’ascoltatore la chiave del fatto. Ciò che poi renderà ricco ed interessante un gr, sarà anche la presenza di interviste, testimonianze e corrispondenze dall’estero.

La successione delle news alla radio equivale spesso al loro grado di importanza. Tra due fatti a parità di peso, sarà determinante il fattore tempo: si apre quindi con la notizia più fresca. I criteri di “notiziabilità” possono poi variare anche in base al pubblico di riferimento, nazionale o locale, tenendo sempre a mente la linea editoriale dell’emittente.

Ritmo e continuità

Perdere di vista il carattere dinamico proprio della radio è un errore da non commettere mai. Perciò un giornalista abile dovrà muoversi da una notizia all’altra cambiando tono di voce e aggiungendo stacchi vocali che daranno ritmo e continuità alla successione delle informazioni.

Ancor prima della voce, ciò che identifica immediatamente il gr è la sigla. In apertura e in chiusura, serve a diversificare lo spazio informativo dal resto della programmazione, donandogli un carattere riconoscibile. Prima di concludere, è importante ricordare sempre il nome dell’emittente radio dando appuntamento alla prossima edizione. È sufficiente una breve frase per far sapere all’ascoltatore quando tenersi pronto per conoscere tutti gli aggiornamenti.

Un ulteriore modo per dare continuità agli spazi informativi, è quello di inserire i cosiddetti flash, notiziari di pochi minuti (a volte anche di 60 secondi) che hanno il compito di aggiornare l’ascoltatore o ripetere le news nel caso in cui nel frattempo non sia accaduto niente di nuovo.

Fasce orarie

Elemento chiave da tenere sempre in considerazione è l’orario di trasmissione e la frequenza con la quale va in onda il gr. Un sistema informativo efficace e sempre sul pezzo dovrà coprire gran parte della giornata con notiziari ogni ora fino alle 20. Spesso il gr va di pari passo con il segnale orario: lo speaker scandisce l’inizio di un nuovo clock e, a seguire, parte il giornale radio con le ultime notizie.

Inoltre, se è vero che la fascia di massimo ascolto, il famoso peak time, scatta alle 6, è bene non farsi trovare impreparati ed iniziare a svolgere il servizio informativo già dalle prime ore del mattino. Quale il ritorno principale? Beh, la fidelizzazione del particolare pubblico che a quell’ora si sintonizza sulla stazione. Operai, impiegati, commercianti e chiunque comprenda la difficoltà di svegliarsi all’alba, instaurerà un rapporto speciale con quell’emittente che sarà in grado di informare l’ascoltatore ed accompagnarlo in quel passaggio della mattinata così difficile da digerire. La radio riesce così nel suo ruolo di compagna e ne riceve tutta la gratitudine in termini di ascolti.

 

Articolo a Cura di Elisabetta De Falco per Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air!

Scritto da: Elisabetta De Falco

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