L’intro e l’outro della canzone non sono strategie utilizzate in tutte le radio. A seconda della linea editoriale, infatti, ci sono speaker che evitano totalmente di parlare sopra un brano oppure che decidono di utilizzare la musica del pezzo come tappeto sonoro per le proprie parole. Prima di iniziare, però, cerchiamo di capire cosa effettivamente siano.
L’intro e l’outro della canzone: a cosa ci riferiamo?
Quando parliamo di intro e outro, intendiamo le ‘fasce’ di canzone non cantante, ma solo musicate. Capita sovente che alcuni speaker utilizzino questi spazzi sonori per chiacchierare, al fine di lanciare un brano in modo più scanzonato o chiudere ad effetto il proprio talk. Tuttavia, non è un lavoro semplice, anzi bisogna avere delle buone qualità per riuscire a non risultare fastidiosi. Come mai? Alcuni ascoltatori potrebbero non gradire che qualcuno parli sopra la propria canzone preferita, per dire. Tuttavia, in questo articolo, vogliamo incentrare il nostro discorso sull’importanza di questa tecnica radiofonica e su come essa sia, a tutti gli effetti, una scommessa per ogni speaker radiofonico.
Devi avere… ritmo
È molto semplice: se vuoi intraprendere questo ‘giochetto tecnico’, devi avere ritmo nel sangue. Che, di per sé, è una prerogativa abbastanza imprescindibile se vuoi fare lo speaker. Più in generale, tuttavia, utilizzare l’intro e l’outro di una canzone chiama in causa la capacità di saper articolare le proprie parole al ritmo di un brano. Tenendo in considerazione che, nel momento in cui la canzone entri o esce dal flusso del programma, il ritmo in questione cambia. Inoltre, c’è da considerare alcuni ‘momenti’ in cui tutto ciò accade. Facciamo due esempi:
- passaggio da talk a canzone: sei in diretta e devi lanciare una canzone usando la parte musicata;
- passaggio da outro canzone a intro canzone: è nota anche come music utility, e permette allo speaker di parlare su due parti sonore di altrettanti canzoni, senza usare altre basi.
Creare dei giochi di parole simpatici
Passare utilizzare intro e outro di una canzone durante la propria diretta non richiede solo ritmo, ma anche una buona capacità comunicativa: saper giocare con il titolo di un pezzo, il nome dell’autore oppure l’argomento cantato. Insomma, tutte caratteristiche che, se usate a fin di bene, riescono a creare un sentimento in chi ci ascolta. C’è una regola che, tuttavia, va tenuta a mente: il brano che si sta per annunciare/disannunciare non deve mai essere criticato negativamente in onda, in quanto la musica è uno dei biglietti da visita dell’azienda nella quale lavori.
Bisogna conoscere la canzone
Di base, uno speaker radiofonico deve essere un’enciclopedia vivente della musica. Cioè, deve conoscere tutti i brani più importanti della storia e, soprattutto, quelli messi in onda sia nella propria radio sia dai competitor. Questo permette non solo di restare sempre aggiornato sulle dinamiche artistiche attuali, ma anche di annunciare e disannunciare le canzoni con maggiore sicurezza.
Coinvolgere il pubblico
Ultimo punto che, in realtà, è la sintesi di quanto abbiamo articolato finora. Utilizzare l’intro e l’outro della canzone ha la valenza di coinvolgere ancor di più l’ascoltatore, così da farlo restare ‘incollato’ alla nostra stazione. Permette, poi, di entrare in un altro flusso, diverso dal semplice parlato, dal solo talk. Rende il rientro da una canzone meno traumatico, più sereno, come se fosse un lungo filone ritmico nel quale canzone e speaker sono un’unica cosa. Senza spaventare chi è sintonizzato, ma anzi facendogli da Cicerone durante tutta la sua partecipazione radiofonica.
Articolo a cura di Angelo Andrea Vegliante
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