Quest’oggi Dj Marietto, al secolo Marietto Mastrovito, concluderà la sua terza stagione di This is Top, con una puntata speciale del suo format radiofonico in onda su Silvermusic Radio. Un programma che è un concentrato di energia, nel quale gli ospiti sono la centro della sua mission. Tant’è che lo stesso speaker è riuscito a installare un divanetto nello studio, per far sentire gli ospiti in un ambiente comodo, tranquillo e rilassante: come a casa, insomma. Qual è la forza propulsiva di tutto ciò? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato, Dj Marietto, che avevamo già imparato a conoscere brevemente in un’altra intervista.
Ma prima, per chi ancora non ti conoscesse, chi è Dj Marietto?
“Mi sono avvicinato alla radio tantissimi anni fa, quando avevo 16 anni. Ero già affascinato dalla musica, all’epoca mettevo dischi rigorosamente in vinile. A un certo punto, un mio amico mi disse ‘Potresti pensare di venir in radio e fare qualcosa’. Mi sono avvicinato dal punto di vista tecnico, perché io ero (e sono) un dj e quindi, fondamentalmente, non usavo il microfono. Prima c’era una distinzione ben precisa: il dj compra i vinili, il vocalist prende il microfono e fa tutt’altro. Ancora c’è questa distinzione. Tuttavia, negli anni, mi sono modificato e sono arrivato al microfono, quello parlato in radio e non quello di aizzatore di folle. Mi sono avvicinato al mezzo nel mio piccolo paesino di Manduria con Radio Rete 1 Network (che ancora esiste). Poi mi sono trasferito a Milano, avendo fatto scuola del cinema e altri percorsi sempre tecnici, non mi ero ancora avvicinato a qualcosa di strettamente radiofonico. Nel 2010 Cece Mc, un noto vocalist e dj milanese, mi disse che dovevamo realizzare un progetto, Radio MaliBoomBoom, e mi volle in un programma live. ‘Tu parlerai’, mi disse. E da lì non mi sono mai più staccato dal microfono come speaker. La passione è sempre più cresciuta, e ora faccio sia il dj in club ed eventi e sia lo speaker. Per quanto riguarda quest’ultima figura, ormai da tre anni c’è il mio format This is Top, ormai alla conclusione della sua terza stagione”.
This is Top, appunto, è un format che sta avendo un successo importante. Quali sono stati gli ingredienti che, secondo te, lo hanno portato alla ribalta?
“Secondo me, il mio modo di fare. Quando ho degli ospiti, cerco sempre di metterli a totale agio e di farli sentire come fossimo nel salotto di casa. Loro mi raccontano tutto ciò che vogliono raccontare, come mentre siamo al bar. Poi non faccio delle domande canoniche. Questa normalità e facilità di venire a raccontare le loro esperienze e le loro storie riguardo alla musica dance e da club, in merito a ciò che sta succedendo in questo settore, è un po’ il successo del programma, secondo me. Perché poi la miglior pubblicità non è quella comunicata personalmente con delle grafiche o foto top sui social, ma è il passaggio della gente. Si è creato, quindi, un flusso di gente che si era trovata bene come ospite di Dj Marietto. Dunque, alla fine, un po’ tutti sono voluti passare a This is Top, e continuano a voler passare. Devo dire la verità: sono veramente soddisfatto della terza stagione, molto contento di com’è andata, di ciò che ha portato. Fondamentalmente raccontiamo (parlo al plurale perché ci sono dei collaboratori che parzialmente fanno parte di questo progetto, che hanno le loro rubrica) il mondo della notte e del club, quella nicchia che, a un certo punto, è invogliata a raccontare la propria esperienza, a dire quello che sta facendo, le proprie idee. Siamo arrivati quasi alla fine, potrei tirare le somme. Andiamo in onda 10 mesi l’anno, 2 mesi ce li godremo in vacanza”.
Ecco, tu hai parlato di nicchia. Che oggi diventa un calcolo mentale importante (anche per le web radio), un’operazione di uso comune, pensare alla nicchia come a un target di riferimento nevralgico.
“This is Top non si occupa di musica a 360 gradi. Per me, la dance e il club, pur enorme quanto siano, sono una nicchia. Dico ‘nicchia’ perché siamo una piccola branca della musica, però con tanti personaggi che ne fanno da padrona. Tu hai un locale, c’è un dj, ed è come raccontare il vissuto della musica che suona. Per quanto riguarda il confronto con le web radio, sono convinto che l’FM, da questo punto di vista, non ha la libertà di poter fare. Faccio un esempio: riuscire a portare This is Top all’interno di una FM è un po’ difficile. Nel momento in cui mi cominciano a mettere un time, delle impostazioni, dei paletti… This is Top non può essere questo. Avendo tanti ospiti che ‘circuitano’ all’interno del programma, devo dare loro la giusta importanza. Sono persone che vogliono raccontare la propria storia, che dedicano del tempo a venire da Dj Marietto. C’è ancora qualche tiro da cambiare per la prossima stagione, ma sono in fase di ragionamento, di pensiero. Non mi sto fasciando tanto la testa, perché sono talmente saturo da questa stagione intensa che non vedo l’ora di guardare il mare, mi aiuta a ragionare. I progetti migliori nascono guardando la spiaggia del mare”.
Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air
Intervista a Dj Marietto a cura di Angelo Andrea Vegliante

