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Musica di sottofondo per la radio: cos’è e come usarla

today4 Agosto 2021

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La musica di sottofondo (nota anche come tappeto musicale o base) è il suono che accompagna la voce dello speaker radiofonico. In base alla natura dell’emittente, possiamo avere sonorità più ritmate o lievi, più dolci o grevi, più fantasiose o semplici. Resta comunque beninteso che, senza la musica di sottofondo, l’ascolto da parte del pubblico potrebbe risentirne o addirittura cambiare.

Perché la musica di sottofondo è importante?

Come diceva Francesco Lancia in una rubrica del Trio Medusa su Radio Deejay, “ritmo, ritmo, ritmo“. La musica di sottofondo è una componente essenziale per costruire la dinamicità del programma. Un intervento radiofonico – che sia di 30 secondi o 4 minuti – può cambiare profondamente a seconda del tappeto sonoro che si decide di utilizzare.

Oltretutto la scelta della sonorità non dipende solo dalla tipologia della trasmissione, bensì anche dall’intervento stesso: la music utility si poggia sull’uso dell’outro e dell’intro dei brani; un’intervista potrebbe usufruire di una base più armoniosa e meno movimentata; uno sketch potrebbe chiedere l’ausilio di melodie potenti e ritmate.

Insomma, “ritmo, ritmo, ritmo”, a cui lo speaker deve imparare ad adattarsi, magari giocando proprio con i tempi dettati dalla stessa musica di sottofondo. Di fatto, conduttore e base non dovrebbero mai viaggiare su due binari diversi, ma fondersi per creare un’armonia in grado di cullare o esaltare l’ascoltatore.

Leggi anche: Speaker radiofonico, cosa devi fare davanti e dietro il microfono?

musica di sottofondo per la radio

Qualche consiglio su come usare la musica di sottofondo?

Ogni strategia di utilizzo di uno strumento dipende dall’azienda di riferimento. Tuttavia, in questo caso, esistono alcuni principi da tenere in considerazione quando usiamo la musica di sottofondo durante il programma. Di seguito, qualche nostro suggerimento:

  • La base musicale non deve mai sovrastare lo speaker, a meno che la ritmicità della trasmissione necessiti di qualche “alzata di volume” nei brevissimi secondi in cui la voce del conduttore è assente;
  • Se l’intervento radiofonico è abbastanza lungo, ragionare su una possibile alternanza di tappeti musicali;
  • Realizzare musiche ad hoc per il programma;
  • Per ogni tipologia di intervento, usare la sonorità più idonea;
  • È meglio lasciare il controllo della musica di sottofondo al fonico invece che all’autoregia;
  • Scegliere sempre una base che rispecchi il tone of voice del programma.

Leggi anche: Conduzione radiofonica: cos’è e come gestirla al meglio

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Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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