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Gli over 60 e la radio: cosa dicono i dati TER

today14 Ottobre 2021

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Per capire il grado di successo del mezzo radiofonico in Italia ed interpretare il comportamento dei suoi ascoltatori, è opportuno partire dal presupposto che la dinamica della domanda e dell’offerta dei contenuti è strettamente legata alle caratteristiche socio-demografiche di chi ascolta la radio. Età, sesso, regione di appartenenza, titolo di studio, professione, sono alcuni dei parametri utili a studiare questo fenomeno.

dati ascoltoQuando si parla di fasce d’età, il dibattito si sofferma spesso sui giovani e su come avvicinarli alla radio, oppure si cerca di consolidare lo zoccolo duro della fascia più adulta, maggiormente propensa a sintonizzarsi su questa o quella emittente. Si punta poco l’attenzione, però, sui dati che riguardano gli ultra 60enni, un variegato gruppo di fruitori su cui forse non si ragiona abbastanza in termini di ascolti.

In che direzione vanno gli ascolti radiofonici delle persone anziane in Italia? Possono i dati relativi agli over 60 influenzare l’offerta dei palinsesti radiofonici? E se le emittenti puntassero ad incrementare proprio gli ascolti di questa fascia d’età, che sorprendentemente pare stiano aumentando? Lo spunto di riflessione ce lo offrono i dati di ascolto TER relativi al primo semestre del 2021.

Cosa sono i dati TER?

Si tratta di un’indagine svolta dal Tavolo Editori Radio, che ha il compito di curare la rilevazione degli ascolti radiofonici in Italia. Le rilevazioni campionarie, che avvengono attraverso 120 mila interviste annue per l’indagine principale e 20 mila interviste per l’indagine parallela, sono rappresentative della popolazione italiana a partire dai 14 anni. Obiettivo della ricerca è conoscere l’ascolto radiofonico nel giorno medio, nella settimana, nel quarto d’ora e la durata dell’ascolto, secondo diversi parametri. In poche parole, i dati di ascolto relativi ad un determinato periodo decretano il successo o l’insuccesso di un’emittente.

Vediamo nello specifico cosa dicono i numeri sul comportamento d’ascolto degli over 64, anche in relazione ai dispositivi utilizzati. In concomitanza con lo scoppio della pandemia da Coronavirus, a marzo 2020 il Tavolo Editori Radio ha comunicato che l’indagine del secondo semestre 2020 non sarebbe stata realizzata. Conseguentemente non sono stati pubblicati nemmeno i dati e il nastro di pianificazione del primo semestre di quell’anno nefasto. La nostra analisi dunque si baserà sul confronto tra i dati relativi al primo semestre del 2021, i più recenti disponibili, e quelli relativi allo stesso semestre del 2019. 

Dati TER del 1° semestre 2019

Nel 2019, delle 34.802.000 persone totali che hanno ascoltato la radio nel giorno medio, 5.991.000 erano ultra 60enni. Di questi, 2.487.000 hanno preferito ascoltarla in casa, 2.375.000 fuori casa, 994.000 sia dentro che fuori casa.

A quanto pare, questi over 64 ascoltavano la radio perlopiù tramite autoradio e via apparecchio radio, rispettivamente in 3.169.000 e 3.132.000. Solo 125.000 via cellulare, molti di più via tv attraverso il canale televisivo della radio, ben 356.000. Il dato potrebbe essere spiegato attraverso il forte attaccamento che le persone anziane rivolgono all’apparecchio radio nella sua forma tradizionale. Il rapporto con l’oggetto si sposta dunque su una dimensione anche affettiva e nostalgica, mentre vede l’approccio alle nuove tecnologie ancora un po’ difficoltoso.

Dati TER del 1° semestre 2021

Ma veniamo ai giorni nostri. Nel 2021 il numero di persone ultra 64enni che hanno ascoltato la radio è salito a 6.128.000. Di questi, 2.925.000 la ascoltano in casa, 2.084.000 fuori casa e 973.000 sia in casa che fuori. Per quanto riguarda i dati sui Device, invece, nel 2021 notiamo che dei 6.128.000 ascoltatori della radio, 3.306.000 lo fanno attraverso un apparecchio radio, 2.830.000 via autoradio e 220.000 via smartphone. 

Seppure di poco, rispetto a due anni fa c’è stato un leggero calo degli ascolti tramite apparecchio radio e autoradio, notando però un incremento degli ascolti con lo smartphone. Ancora più interessante, poi, il dato sulla tv: ben 520.000 over 64 ascoltano la radio dal canale televisivo. Ciò potrebbe voler dire che l’adattamento alle nuove modalità di fruizione della radio si sta manifestando, gradualmente, attraverso un media presente da decenni nelle case degli italiani, e che da sempre ha prediletto il canale visivo. 

Questo è significativo perché potrebbe voler dire che agli ultra 60enni non dispiacerebbe affatto la radio visione, e le emittenti potrebbero sfruttare proprio questo canale per indirizzare contenuti a questa fascia d’età. Chissà che non si arriverà a creare una radio tv solo per gli over 60?

dati ter device
dati ter ascolti primo semestre 2021

Quali conclusioni possiamo trarre?

anzianiOggi in Italia gli ultra 65enni sono quasi 14 milioni e rappresentano il 23,2% della popolazione. Si tratta di un universo in espansione, che merita attenzione in quanto i suoi compenenti agiscono da consumatori a tutti gli effetti,  e sono protagonisti attivi dei sistemi culturali e mediatici offerti dal settore. La fascia degli over 64 è, infatti, quella che ascolta di più la radio dopo quella dei 45-54 enni. E se questi ultimi prediligono l’ascolto in macchina, possiamo azzardare a prevedere che le persone anziane scopriranno sempre più la radiovisione come un’ottima compagnia. 

A discapito, quindi, di tutti coloro che considerano la radio in tv una blasfemia, perché la radio è anche fantasia e immaginazione, bisogna cominciare ad attivarsi per trasformare questo nuovo modo di intendere la radio in un’esperienza soddisfacente. Non dimentichiamo che, ogni giorno, oltre 4 milioni di persone seguono le loro emittenti preferite anche dal televisore. Un’opportunità su cui riflettere.

radio foto finale

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Scritto da: Elisabetta De Falco

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