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Radio e social, case study: come si comporta Radio Deejay?

today16 Giugno 2021 1

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La relazione tra la radio e i social media non è più un segreto, eppure il modo in cui sono usati denota ancora una poca audacia nel voler investire su strumenti che, in tantissime occasioni, hanno saputo determinare evoluzioni importanti per società e personaggi di vario tipo.

Insomma, finora il limite più grande per la radiofonia è provarci. E questo lo notiamo spesso nelle realtà più ‘minori’, dove intercettiamo post ripetitivi, poco curati e fatti con lo stampino. Com’è possibile cambiare questa tendenza?

Guardando chi i social network li utilizza come veri e propri strumenti di affiliazione del pubblico (anche se non ascoltatore dell’emittente). Per spiegare meglio questo concetto, quest’oggi studieremo il caso di Radio Deejay.

Radio e social: da Facebook a Youtube, allo studio di Radio Deejay

Il binomio radio e social si fonda su un principio cardine: la creatività. Alla base di un’ottima presenza online, infatti, c’è il concetto del content, cioè creare contenuti mai banali all’interno della propria community, così da stuzzicare l’interesse del nostro pubblico e del target di riferimento imposto dall’azienda.

Per questo è necessario creare una pianificazione efficace che tenga conto delle numerose possibilità che i social offrono: articoli, foto, infografiche, video, dirette e via discorrendo. Ogni strumento può essere usato, ma solo alcuni saranno funzionali al nostro obiettivo.

E così fa Radio Deejay: strategicamente tiene conto delle proprie possibilità e, in base al social usato, riversa online contenuti di vario tipo. Capiamo meglio questo concetto osservando la loro pagina Facebook. Ecco cosa abbiamo notato:

  • Grafiche personalizzate per rilanciare notizie del momento;
  • Condivisione di articoli provenienti dal sito di Radio Deejay;
  • Rilancio di articoli e approfondimenti da altri siti;
  • Pubblicazione di foto con svariati obiettivi (call to action su un link o semplice rilancio di una notizia);
  • Pubblicazione di video con gli speaker della radio che si cimentano in particolari curiosi e interessanti.

Ovviamente non è tutto qui, ci sarebbero altri dettagli da sottolineare e diversificare, ma questa infarinatura generale aiuta già a capire che Radio Deejay non utilizza questo social in maniera superficiale.

Vediamo cosa accade con Instagram. Prima di iniziare, vale la pena rammentare che ogni social ha un pubblico diverso, e dunque è bene differenziare ogni tattica in base allo strumento che si sta utilizzando. Farà così anche la radio di Via Massena? Scopriamolo:

  • Infografiche sulle notizie del momento;
  • Scatti e immagini di personaggi pubblici per rilanciare una notizia curiosa o simpatica che li riguarda;
  • Video brevi o di approfondimento di vario tipo, tra interviste inedite della stessa emittente o storie provenienti da ogni parte del mondo;
  • Rilancio di meme confezionati da altri profili.

Come possiamo notare, il modus operandi di Radio Deejay è già cambiato, sebbene Facebook e Instagram siano molto simili sotto certi aspetti. E per questo motivo, ritroviamo elementi come infografiche e video, che oggi come oggi sono i contenuti più in voga nel mondo online.

Leggi anche: Radio, come rispondere agli utenti dei social network?

 

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Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)

La musica cambia decisamente se ci spostiamo su un social totalmente diverso come Twitter, dove i dati di studio sono relativi a:

  • condivisioni di articoli dal proprio blog;
  • retweet di quanto detto online dagli speaker della propria radio;
  • qualche foto o infografica.

In questo caso notiamo una flessione abbastanza importante dei contenuti postati, ma questo può essere determinato anche da un altro fattore: Twitter non hai mai avuto un pubblico eterogeneo in Italia, è definito appunto “minore” rispetto ai colleghi perché non incontra una pluralità di gusti ampia. Al momento, perciò, la strategia migliore da affrontare all’interno di questo social è riversare online link e grafiche che possano portare visite al sito.

Leggi anche: Social-checking: come la radio utilizza Twitter

Veniamo ora all’ultimo social da noi studiato, Youtube. In questo caso siamo all’interno di un’ambiente in evoluzione, visto che recentemente è stata implementata anche la possibilità di pubblicare post in un feed di aggiornamenti. Tuttavia per il momento concentriamoci sul lavoro base di questa realtà, cioè pubblicare video.

L’analisi è abbastanza veloce, in quanto riscontriamo peculiarmente video provenienti dalle dirette dei programmi dell’azienda: addirittura, troviamo le intere puntate di alcune delle trasmissioni che in studio presentano telecamere che riprendono tutto il vissuto degli speaker on air.

Radio e social: cosa possiamo imparare dal caso di Radio Deejay?

Lo studio di Radio Deejay ci può aiutare a definire una delle più importanti nozioni che molte emittente stentano a fare propria: online abbiamo trovato rarissimi post con i quali il pubblico viene incitato ad ascoltare una determinata trasmissione. Questo perché il binomio radio e social non si deve basare principalmente sull’acquisizione di nuovi ascoltatori, ma nel creare una community che, eventualmente, possa trasformare utenti online in persone che ascoltano l’emittente.

Oggi come oggi, però, la radio risponde sempre più al concetto di azienda, con diverse sfaccettature e sfumature, e risultati non sono unicamente da ricercare negli ascolti, ma anche – ad esempio – nella possibilità di creare fatturato attraverso la vendita di post per delle partnership.

Un altro concetto chiave da amalgamare è la diversità. Radio Deejay riversa contenuti di vario tipo, in base ovviamente a quelli che sono gli argomenti cardini della propria realtà, ma lo fa con uno stile abbastanza riconoscibile. Insomma, oltre a condividere post originali, bisogna riuscire a creare contenuti che rappresentino fedelmente la propria brand identity: ciò determinerà la creazione di una community molto solida.

Infine la radio di Linus e company ci insegna a saper dosare le nostre energie sui social che più riteniamo importanti. Su Youtube, ad esempio, non troviamo gli stessi video resi fruibili su Instagram. O ancora, su Twitter troviamo per la maggior parte articoli dal proprio blog. In breve, serve ricordarsi di organizzare la propria forza lavoro in relazione a quali risultati ci aspettiamo a un social.

Leggi anche: 6 suggerimenti su come utilizzare al meglio i social network della tua radio

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Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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