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Non bisogna mai criticare la musica della propria radio

today22 Ottobre 2021

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La musica in radio ha un valore fondamentale, sebbene il mondo digitale ne abbia cambiato i connotati. Oggi per l’ascoltatore raggiungere il brano preferito è particolarmente semplice: non serve più attendere che la radio ‘suoni’ quella canzone, adesso ci sono numerosi servizi streaming che incontrano velocemente le esigenze del pubblico. L’emittente radiofonica però continua ad avere un ruolo inossidabile: la promozione di brani e artisti.

Non si tratta solo di realizzare interviste a chi lavora nel settore musicale, ma anche il lanciare un brano di qualsiasi età al fine di esaltarlo. Così facendo, l’ascoltatore sarà più propenso a restare sintonizzato. In questo caso non tratteremo il modus operandi che un conduttore radiofonico deve avere, ma delineeremo uno dei capisaldi di questo lavoro: chi è al microfono non vede mai criticare la musica della propria radio.

Perché non bisogna criticare la musica della propria radio?

Criticare la musica della radio per la quale si lavora è il peggior autogol che un conduttore possa fare. Eppure capita sovente di ascoltare le voci di chi asserisce che la musica di un tempo era migliore a ridosso del lancio di una nuova hit. Perché ciò è sbagliato?

Criticare (o addirittura denigrare) la musica della propria emittente significa andare contro l’identità artistica della stessa, e dunque essere in disaccordo con le scelte aziendali.

Ovviamente si possono avere opinioni e gusti differenti in merito alle scelte che una radio effettua, tuttavia non vanno esternate al pubblico per due motivi: dall’interno, mostriamo poca adesione al progetto radiofonico; dall’esterno, facciamo percepire al pubblico sentimenti negativi e contrastanti nei confronti del brano lanciato, e così l’ascoltatore è propenso a cambiare canale perché poco invogliato a restare sintonizzato.

Sono due facce della stessa medaglie che ci ricordano quanto la radio sia ancora oggi dipendente dalla musica. Essere palesemente contro le proprie sonorità significa essere contro l’azienda, e dunque far parte di una realtà di cui non apprezziamo le basi. Lo ripetiamo: ciò non significa dover modificare i gusti in base alle esigenze della radio. La musica è bella perché varia, e ognuno di noi nel proprio vissuto sviluppa un gusto musicale.

Tuttavia la nostra vita quotidiana non deve interferire con il lavoro, e per il conduttore significa non trasportarla durante la diretta. Possiamo declinarla, certo, ma chi parla davanti al microfono deve lasciare il quotidiano fuori dallo studio. Che un brano ci piaccia o meno è irrilevante, la cosa fondamentale è che l’azienda per la quale si lavora sta puntando su quel singolo, e dunque bisogna trovare il modo di valorizzarlo al meglio. Il resto è controproducente.

Leggi anche: LA MUSICA PER LA PROPRIA RADIO: DA DOVE PARTIRE?

Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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