Oltre a essere la mansione principale, parlare in radio per un conduttore è una responsabilità complessa e delicata. Non si tratta solo di dare voce alle parole, ma anche di entrare in empatia con l’ascoltatore e saper intercettare gusti, opinioni e sensazioni.
Per questo motivo, quando affrontiamo il tema del parlare in radio, dobbiamo necessariamente rivolgerci al linguaggio, componente essenziale e nevralgica per l’identità e la comunicabilità della propria radio – nonché del proprio brand. Anche attorno a esso infatti si viene a creare la community di ascoltatori della propria emittente. Ma qual è il migliore da utilizzare?
Parlare in radio: istruzioni per l’uso sul linguaggio
Parlare in radio apre un’epopea di discorsi sul linguaggio. La dizione è fondamentale o solamente necessaria? Il dialetto può essere utilizzato senza abusarne? Meglio una “s” leggermente zeppolata oppure l’incredibile perfezione dello scandire.
Sia lo speaker radiofonico che il direttore artistico devono porsi questa domanda, in quanto da una parte possono aiutare a definire la tipologia di conduttore che vogliamo diventare, dall’altra per creare un roster di voci che rispondono perfettamente alla linea editoriale dell’azienda.
Come sempre, non esiste una risposta univoca che vada bene a tutte le emittenti, ma possiamo rammentare che c’è sempre una via di mezzo tra i due estremi: non esiste solo bianco o nero, ma anche sfumature intricate dalle quali far emergere qualità sorprendenti.
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Parlare in radio: esempi di linguaggio
Pensiamo ad esempio allo Zoo di 105 o alla Zanzara: in confronto ad altri programmi, sicuramente parliamo di prodotti dal linguaggio piuttosto colorito, ma che funzionano in relazione ai personaggi di riferimento. In altre ‘stanze’, ciò non funzionerebbe.
In altre aziende invece troviamo programmi che utilizzano un altro tipo di linguaggio, magari dialettale, ma più soft. Facciamo caso, per esempio, ascoltando Chiamate Roma Triuno Triuno, trasmissione durante la quale ogni mercoledì, assieme al Trio Medusa, troviamo il personaggio di Danilo Da Fiumicino, funzionale e simpatico anche attraverso la sua parlata dialettale.
Lo scopo di questo approfondimento è sottolineare un aspetto fondamentale: il lavoratore perfetto non esiste, ma ogni componente dell’ingranaggio aziendale presenta leggeri difetti di forma che potrebbero diventare persino delle caratteristiche peculiari irrinunciabili. Tutto sta nello scegliere la tipologia di linguaggio da utilizzare all’interno della radio di riferimento: solo così sarà possibile individuare la soluzione più congeniale per quella determinata azienda.
Leggi anche: Parlare in radio: cosa serve per un linguaggio efficace?
Fonte foto di copertina: Pinterest
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