Uno speaker professionista deve saper reagire agli imprevisti che possono capitare durante una diretta riuscendo a gestire al meglio eventuali gaffe o scivoloni. Ogni errore può diventare un’occasione di riscatto, l’importanza della resilienza radiofonica.
Sanremo 2020, Bugo abbandona Morgan sul palco e la scaletta del programma viene sconvolta: Fiorello e Amadeus riprendono in mano le redini della kermesse fra le risate e gli applausi di una platea in visibilio. Se riguardate il video – ormai popolarissimo – di quegli istanti vi renderete conto quanto abbia fatto la differenza il fatto che i due conduttori (uno più impostato, l’altro decisamente più mattatore) provenissero dal mondo della radio. Andare in diretta radiofonica, infatti, garantisce una prontezza di reazione difficile da riscontrare in altri settori della comunicazione: in radio, con gli imprevisti, devi imparare a conviverci.
Gli ospiti di una delle serate devono essere per forza Bugo e Morgan per rivivere tutti insieme quel magico venerdì notte che ha fatto la storia #PalinsestiRai #Sanremo2021 pic.twitter.com/EXgFZRxzdv
— chià (@itsmwengo) July 16, 2020
Se abbiamo imparato ad amare la spontaneità, soprattutto in onda, è per via di una certa scrittura autorale che sempre più ha lasciato spazio al colloquio piuttosto che all’impostazione pedante (più somigliante alla robotica che alla vita vissuta): la radio, per molti, è anche vita quotidiana. Allora, tanto vale lasciarsi cullare senza remore dal valore aggiunto dell’inaspettato.
Come gestire l’imprevisto durante un programma radiofonico: l’importante è non fermarsi
Durante una diretta, quello che sembra immediato è, invece, figlio di un lavoro (spesso anche corale) che porta via tempo, energie e riflessioni: durante un programma radiofonico si fanno i conti con diversi fattori, dal tempo al ritmo da tenere. La verità, però, è che si può programmare tutto ma in diretta bisogna (anche) essere pronti all’imponderabile.
Mettiamo il caso che, in puntata, comincino a verificarsi dei problemi. Oppure un problema lo avete voi, di fiato, di memoria, di gestione del blocco in corso: come reagite? La chiave è tutta qui, uno speaker professionista – degno di tale qualifica – non si ferma mai. Fa sembrare tutto facile, dà l’impressione che ogni passaggio sia immediato e fluido. Anche e soprattutto quando così non è.
Gaffe in radio: ciò che conta è la reazione, ogni difficoltà può essere un’opportunità
L’importanza della gaffe, in radio, sta tutta nella reazione successiva: dopo uno scivolone o un imprevisto, che può durare un attimo ma davanti al microfono sembra eterno, bisogna sapersi rimettere in sesto per non dare l’idea di essere stati colti di sorpresa: rovesciare le difficoltà in opportunità.
Questa resilienza radiofonica la fornisce l’esperienza, ma anche un pizzico di follia che ogni conduttore deve avere: conta, infatti, preparare un talk senza affidarsi troppo alla rilettura dei contenuti. In modo tale che impariamo quello che dobbiamo dire e fare, senza però attenerci pedissequamente alla parola scritta in scaletta. Dobbiamo, in soldoni, metterci del nostro: questo definisce lo stile di un professionista, che va di pari passo con il linguaggio.
Leone Di Lernia, compianto cantante e personaggio radiofonico, sugli errori e i fuori onda, ci ha costruito una carriera. Molto spesso certe uscite erano predisposte, ma il più delle volte (specialmente agli inizi) era tutto frutto della sua sregolatezza geniale che lo rendeva un “incassatore” radiofonico particolarmente efficace.
Programmi radiofonici, a salvarti è il fattore C: conoscenza degli argomenti e complicità con il fonico
Ogni errore può essere capovolto a nostro vantaggio: dall’emozione all’imprevisto, purchè manteniamo la calma (anche se non sempre è facile) e soprattutto ricorriamo a un bagaglio – che deve essere via via implementato – di nostre conoscenze. Quello che stiamo per dire in onda dobbiamo conoscerlo approfonditamente, in modo tale da infarcire aneddoti – personali e non – da utilizzare all’occorrenza quando vengono meno le parole o si fa confusione fra un blocco e l’altro. Poi, un ulteriore aspetto importante per trasformare gli errori in occasioni di riscatto, è la complicità con il proprio regista.
Il rapporto con il fonico deve essere uguale a quello che avete con il vostro avvocato o confessore: deve conoscere tutto di voi. Ci vorrà tempo, ma servirà per capire come agire a vantaggio del programma. Farolfi di Radio Deejay, insieme a Curti, conosce Linus come le sue tasche. Lo stesso vale per Nicola Savino: questo fa sì che a loro basti un cenno di intesa per modificare la scaletta – musicale e di puntata – in corso al primo intoppo. Una risata non contemplata, un lapsus linguistico, tutte cose che succedono e succederanno ancora perché – appunto – non siamo robot. Altrimenti avremmo fatto altro. La bellezza sta proprio nel rendere uniche le nostre imperfezioni, con la collaborazione di chi ci sta accanto: allora, anche ridere dei propri errori, non sarà un vizio da debellare ma un vezzo da coltivare. L’importante è non smettere mai di essere presenti con la propria voce, nonostante tutto, finché il microfono è acceso. Il resto è una magnifica scoperta che si rinnova ogni istante anche, e soprattutto, dopo una débâcle.
Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air!
Articolo a cura di Andrea Desideri



