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Il valore aggiunto della dizione in radio

today1 Marzo 2019

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Secondo il dizionario della Treccani, il significato del termine ‘dizione’ è “maniera di pronunciare le parole”. Noi facciamo un’aggiunta: maniera di pronunciare correttamente le parole. Sì, vogliamo affrontare nuovamente il tema della dizione in radio. Lo facemmo già due anni fa, sottolineando come tale capacità non fosse così richiesta. Tuttavia, riportiamo a galla l’argomento per ricordarne il valore aggiunto.

Non è fondamentale, ma è necessaria

Prima della dizione, ci sono diverse capacità fondamentali per uno speaker: il ritmo, la spontaneità, la personalità. La dizione in radio viene successivamente, anche perché è un tratto che può essere corretto in ogni momento. Inoltre, è un’abilità che non viene richiesta come requisito minimo in tutte le radio, anzi diversi station manager puntano molto sui dialetti locali, poiché creerebbero una maggiore empatia con gli ascoltatori. In soldoni, la dizione è un po’ come la voce: dipende sempre dalla linea editoriale dell’azienda a cui ci interfacciamo.

Localizzazione, target e blasone radiofonico

Utilizziamo un suggerimento che gli esperti del settore ripetono come un mantra: ascoltare radio. Perché, grazie a ciò, possiamo capire (in parte) cosa una determinata stazione radiofonica vuole in uno speaker. Durante la diretta, la voce al microfono parla a nome della radio, non è un semplice intrattenitore, ma è espressione di un’idea aziendale.

dizione in radio-consulenza radiofonica-diretta-corso di dizione-scuola di dizione-ascoltare radioCon il termine localizzazione intendiamo, banalmente, dov’è posizionata geograficamente l’azienda, in quale regione, in quale città. Poiché è possibile desumere che la località d’appartenenza potrebbe notevolmente inficiare nella linea editoriale. Tuttavia, ciò non basta a delineare il quadro completo della situazione, è la residenza non ha per forza di cose una così alta influenza. Perciò mettiamo in campo il concetto del target, cioè a quale tipo di pubblico la radio si rivolge e il modo in cui lo fa. Ad esempio, possono esserci radio localizzate in Puglia (sia FM sia web) che decidono di interfacciarsi a un pubblico unicamente pugliese utilizzando il dialetto locale. Lo sottolineiamo, si tratta di un’ipotesi, in quanto esistano anche radio pugliesi che richiedono ai propri speaker di utilizzare prettamente la dizione in radio.

Cosa possiamo desumere da ciò? Il panorama attuale è notevolmente intricato. Parlare della centralità della dizione in radio richiederebbe uno studio dettagliato caso per caso, focalizzandoci su ogni emittente esistente. Anche perché, nel discorso completo, andrebbe considerato il blasone del nome radiofonico. In quanto, anche nei network più riconosciuti, la dizione non è una garanzia imprescindibile, ma spesso è condizionata dai dialetti dello speaker.

La dizione in radio: preponderanza dei dialetti milanesi e romani

Quando parliamo dei dialetti, dobbiamo sottolineare la notevole diffusione del milanese e del romano. Essenzialmente, più il primo rispetto al secondo. Per capire le ragioni di questo fenomeno, dobbiamo procedere solo per ipotesi, poiché non esistono dati certi a confermare tali trend. Innanzitutto, possiamo ragionare sul fatto che la maggior parte delle grandi aziende risiedono nel Nord Italia, mentre al Sud si registra un calo molto forte dell’emittenza. Il discorso diventerebbe ancora più ampio, poiché la diffusione delle web radio locali sta in parte colmando la sparizione di alcune storiche FM decedute negli anni passati. Inoltre, andrebbe tenuto in considerazione anche la diffusione delle succursali sul territorio nazionale correlate alla sede centrale.

Un altro aspetto da considerare riguarda la portabilità del dialetto. Non è un segreto che i dialetti milanesi e romani sono più vicini a una costruzione sintattica, fonetica e morfologica italiana rispetto a quelli del Sud. La televisione ce lo conferma: in alcuni programmi e in svariate serie di successo, al napoletano viene spesso accompagnato il sottotitolo in italiano.

Sapere la dizione aiuta?

Assolutamente sì. E non solo nella vita quotidiana, se usato con naturalezza. Banalmente, sapere la dizione aumenta le proprie possibilità radiofoniche. Diventa uno strumento in più che può risultare nevralgico. Insomma, non sarà più così fondalmentale, ma sicuramente è un valore aggiunto.

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Articolo a cura di Angelo Andrea Vegliante

Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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