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Le parole sono importanti! I conduttori radiofonici finiscono sotto attacco

today19 Settembre 2019

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Ci risiamo: i conduttori radiofonici finiscono sotto attacco.

Stavolta a essere inquadrato dalla lente d’ingrandimento del web è Fabio Bonetti, colui che tutti conoscono come Fabio Volo.

Un Volo… in gabbia

“Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste, le parole sono importanti!”. Questa è la frase tra le frasi, soprattutto per ciò che riguarda l’ultima riga dopo la virgola: “Le parole sono importanti”. Pochi giorni fa Palombella Rossa, il film da cui è tratta la riga, festeggiava i suoi 30 anni dalla prima volta. Celebre è la sfuriata di Michele Apicella, alter ego di Nanni Moretti sulla scena: “Le parole sono importanti!”. Lo dice con un tale trasporto emotivo da convincere anche gli scettici dell’utilizzo dei termini adatti. A trent’anni dall’uscita, dunque, il cult invita ancora a riflettere su quanto sia determinante la scelta delle parole da usare, specie se di mestiere fai il conduttore radiofonico. Lo sa bene Fabio Volo finito sotto accusa per una – forse due o tre – parola di troppo usata in diretta su Radio Deejay.

La polemica

Qui dobbiamo riavvolgere il nastro. Era il 16 settembre 2019, Radio Deejay, diretta de “Il Volo del mattino”: “Guardo questi video… dove a un certo punto c’è una bellissima ragazzina… ‘sta ragazzina è a quattro zampe che muove il culo e fa “l’ho visto, mi piace, lo voglio, ce l’ho”… tutto il videoclip era un richiamo sessuale. E io dico pensa io padre di due femmine… la società mi sta imputtanando una figlia… non si può vedere una ragazzina che fa movimenti sexy… non è possibile che sia legale che una vestita da mignotta faccia una canzone!”. Volo c’è andato pesante, vero, e il suo orologio è nettamente fuoritempo; ma l’utente del web c’ha messo del suo anche stavolta insultando il conduttore in difesa di cosa non si sa. Fatto sta che il Volo provocatore si è visto recapitare messaggi auguranti la morte con “linguaggio mafioso”. Che la situazione sia sfuggita di mano è evidente pur volendo dare un briciolo di ragione allo speaker che non ha fatto altro che dire – nei modi sbagliati – una verità attuale visibile tra la gente, per le piazze, i sabati sera. Ma il punto però è sempre lo stesso: “Le parole sono importanti!”.

Un pubblico suscettibile

Certo il mestiere del conduttore radiofonico non è facile come qualcuno crede. La preparazione, la concentrazione… il vocabolario: sono elementi che determinano la differenza tra l’uno e l’altro in onda. Inoltre il conduttore dovrebbe tenere a mente la presenza di un pubblico variopinto in ascolto, un pubblico che – nel caso Volo – dimostra di essere suscettibile a certi temi. Ecco perché nell’era attuale – l’era del pensiero condiviso a portata di click – una parola sembra essere di troppo mentre due potrebbero essere poche. Da un uomo – prima che conduttore – come Fabio Volo non ci si aspetta un errore madornale di quel tipo, seppure il Volo personaggio abbia già dimostrato di essere un particolare provocatore (celebre la sua partecipazione nudo durante un servizio delle Iene). Sei il conduttore di una importante radio nazionale, il tuo programma porta il tuo nome… ma ti lasci sfuggire le parole come se non fossero importanti? Ne è venuto fuori un linguaggio da bar. Per quanto si dica di “parlare alla radio come se si stesse al bar”. Ma non è sempre giusto.

Un’altra vicenda simile

Quello di Fabio Volo è solo l’ultimo dei casi a portare il conduttore radiofonico davanti al tribunale dell’inquisizione mediatica e al conseguente scontro con l’ascoltare. A novembre dello scorso anno, per esempio, Manola Moslehi di Radio Italia rivelava in questa nostra intervista di aver avuto uno battibecco tutt’altro che simpatico quando, al terzo mese di programmazione sulla radio nazionale, esclamò “sono dislessica” perché non riusciva a pronunciare correttamente una parola che voleva dire. In quel caso associazioni e mamme che difendono i diritti dei bambini con questa patologia invitarono la conduttrice a pesare le parole come se dovessero terminare nel piatto di uno che sta a dieta. Giusto. Ma sarebbe altrettanto corretto valutare il contesto dal quale provengono le parole, osservare la situazione, e magari analizzare la complessità che completa un discorso senza montare un caso. “Le parole sono importanti”, certo, ma è anche importante pensare prima di sparare al primo conduttore in Volo.

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Scritto da: Consulenza Radiofonica

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