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Uno, nessuno, centomila: quante maschere sulle webstar in radio

today5 Dicembre 2019

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Arrivano le webstar. In radio, si intende.

Perché se è vero che la società si evolve alla velocità della luce, è altrettanto vero che il mondo non avrebbe bisogno di nuovi eroi. Soprattutto con un microfono.

Mille generazioni

Generazione Y e Generation Next. Ancora: Net Generation e Generazione X. Senza dimenticare i millennial, dove tutto è iniziato, i nati tra gli anni ’80 e ’90. Termini per impacchettare le generazioni dei tempi moderni a cominciare da quelle che vivono di pane e social network. Che sia un bene o un male questa resistenza lo vedremo in seguito. Ciò che impone una riflessione è la categorizzazione della generazione, una specie di identificazione di cui si potrebbe fare a meno. Ecco perché ogni tempo vive il suo tempo, e ogni faccia è nascosta dietro una maschera pirandelliana. Non abbiamo dubbi sul fatto che questa sia l’epoca della condivisione, ma nutriamo perplessità sull’utilizzo che se ne fa. Ecco perché quando si parla di radio e webstar ingoiamo bocconi amari.

Le webstar sono tra noi

RDS Next con le webstar

La radio che cerca conforto dalla generazione contemporanea ha per protagonisti le webstar, gli influencer che dal mondo moderno traggono ispirazione per arrivare a una notorietà flash. Il mondo – questo mondo – che ha bisogno di nuovi eroi. Ma è necessario trasferire contenuti da piattaforme web alla radio? Deve essersi generata da questa domanda la formazione di RDS Next, la social radio che nasce dalla voglia di dialogare in maniera verticale con la generazione dei social media, la Generazione Z. È una nicchia, certo, e come tale non contiene chi vive la radio da un’altra dimensione. Ma è così: ogni giorno i nostri eroi animano un palinsesto costruito a immagine e somiglianza dell’intrattenimento coinvolgendo un particolare pubblico, lo stesso pubblico che si sbatte per realizzare la stories perfetta identificandosi nell’imitazione del profilo da webstar.

Quanto dura?

Il tempo di un altro cambiamento. I nostri fratelli, quando finiva scuola, correvano per arrivare in tempo: “Apri, mamma, sta per iniziare!” una nuova puntata del cartone animato preferito. Durava poco la felicità. Dura sempre mezz’ora la felicità e lo sconosciuto on demand non li avrebbe salvati. Ecco: era un’altra generazione quella che sapeva farsi bastare gioie minuscole perché quantità non fa mai rima con qualità. Ammesso che le webstar ne siano alla ricerca, della qualità. Peccato. Abbiamo sostituito Goku, Vegeta, Junior, Jamcha, Trunks, con Gordon, Giacomo Hawkman, Virgitsch, Mose, Tony Red Nose; alcuni dei protagonisti di RDS Next. Abbiamo sostituito i personaggi animati con qualcuno che fa la maschera alle adolescenti recuperandone il peggio, e qualcun altro che insegna a dire “Ti amo”. Uno, nessuno, centomila appunto. Maschere da webstar che entrano ed escono dalla scena. E la radio? Sipario.

Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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