Consigli

Satiradio: quanto è difficile far ridere on air

today2 Luglio 2021

Sfondo
share close

Essere comici può essere più impegnativo di quanto si creda. Specialmente in radio. Cosa cambia rispetto ai live.

Maneggiare la comicità oggi significa anche assumersi delle responsabilità ben precise: questo patto implicito fra pubblico e interlocutori avviene, in maniera ancor più marcata, anche in radio. Se un monologhista, un attore, un comico, dal vivo ha l’ausilio e l’empatia del pubblico, in radio questo non c’è. O comunque la cerchia di persone in uno studio radiofonico è talmente ristretta da non riuscire sempre ad avere l’adeguato riscontro di una performance. L’esibizione comica, spesso, può essere supportata anche da gesti, atteggiamenti, sguardi.

Aspetti che on air, per forza di cose, vengono meno. Tutto si gioca sui testi, al massimo sui rumori fuori campo, che può e deve fare il fonico o regista per dare la giusta enfasi ed aiutare a creare il contesto adatto per ciascun blocco. Erroneamente si pensa che la satira in radio sia fatta soltanto di imitazioni o parodie di personaggi: è un approccio questo assolutamente riduttivo e per certi versi semplicistico.

Leggi anche – Crazy Radio compie 5 anni: Tommaso Delli Veneri ci racconta la sua radio

La comicità nelle produzioni radio: l’importanza della scrittura

speaker radiofonico e autoregia

La satira, in radio, è fatta di monologhi passati in rassegna più e più volte. In onda una parola può fare la differenza, soprattutto se detta un attimo prima o dopo. Quelli che sono i tempi comici, nel mezzo radiofonico, vengono evidenziati quasi all’estremo: basta davvero poco per esaltarsi o cadere in picchiata. Il riferimento restano i feedback degli ascoltatori.

Prima, però, occorre selezionare gli espedienti più idonei. Oltre alla figura del rumorista, possono esserci tante altre “spalle” pronte ad alternarsi nel corso del programma: dipende dalla disponibilità e dal profilo del format. Sicuramente la figura degli autori diventa preponderante: scrivere un testo pungente, stavolta, aiuta in particolare modo abbinato alla gestione delle tempistiche. Se normalmente viene consigliato di dare sfogo alla naturalezza e alla spontaneità – in relazione alla resa dei talk – con la comicità radiofonica è bene strutturare un’architettura solida prima per capire quanto e come muoversi.

“Il Ruggito del Coniglio”, esempio perfetto di sintesi tra comicità e irriverenza

Un esempio perfetto della resa comica lo offre da anni “Il Ruggito del Coniglio” su Radio2, format in cui con la medesima liturgia si alternano “scenette” – rese vocalmente dall’apporto di rumoristi che accompagnano gli imitatori e l’orchestra – monologhi e parodie. Tutto con la giusta dose di irriverenza senza risultare pedanti. La difficoltà di gestione dello spazio radiofonico si supera con la capacità di organizzare e dividere i blocchi in modo ordinato e conforme. Anche il concetto più banale deve incastrarsi alla perfezione in un mosaico di suggestioni. Al posto dell’applauso del pubblico ci saranno i messaggi e commenti degli ascoltatori, pane quotidiano di chi ha fatto della risata e della spensieratezza il proprio vessillo che diventa virtù quando sfocia nel lavoro.

Scritto da: Andrea Desideri

Rate it

Articolo precedente

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

P. IVA 13503901004

CONTATTACI

P. IVA 13503901004

0%