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Le radio locali? Fanno i piccoli network. E sul web? Il fenomeno local webradio

today7 Dicembre 2017 2

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L’errore commesso dalle radio locali è non fare le radio locali.

In altre parole, non occuparsi del territorio in cui si trasmette.
Che vuol dire? Fingere di essere quello che non si è, imitare altri, imitare le emittenti nazionali.
Dice: è un fatto ovvio.


Ma a me hanno insegnato che le cose ovvie vengono dimenticate.  


Etimologicamente la parola “imitazione” rimanda a un concetto definito: voler “Fare come gli altri”. Che è un punto di partenza coerente se siamo agli esordi del nostro percorso. Ma questo punto potrebbe essere arrivo mascherato dall’illusione del raggiungimento del traguardo. 
Dunque le radio locali imitano ciò che già esiste. Lo fanno con la musica, con l’arredamento interno, addirittura col nome e con le notizie. Non basta lasciare tre minuti all’ora di giornale radio per i fatti locali.

Chi vive appieno un territorio ha interessi personali, familiari, commerciali; vuole sapere tutto ciò che accade in tempo reale. Ed è compito del conduttore accontentare l’utente.
Certo non è facile arrivare a questa soluzione. Spesso il problema nasce dai canali di informazione che, se attivi in un territorio con poche migliaia di abitanti, faticano a pubblicare notizie attraenti. Se la condizione che muove una conduzione radiofonica è il flusso, quindi dinamismo e rapidità dei talk con un occhio di riguardo verso l’intrattenimento, è impensabile parlare di rapine, omicidi, suicidi, incidenti stradali, disagi legati al maltempo. A questo ci penserà la redazione giornalistica.

Più semplice sarebbe mettere in piedi una trasmissione tematica.
Quindi cosa resta? Le notizie curiose, quelle che interessano tutti da Bolzano a Lecce. Possono andare bene aggiornamenti tecnologici (“Finalmente è possibile eliminare i messaggi inviati su WhatsApp!”), gossip (“Al Grande Fratello Vip Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser fanno l’amore in un armadio”), stranezze (“Venti Babbi Natale in mutande scalano una montagna”).

La rimanenza potrebbe scagionare lo speaker dal faticoso compito di cercare a tutti i costi le notizie che riguardano il territorio coperto.


Ma alcuni editori sono chiari con i propri lavoratori: “Raccontate ciò che vedete”.


(Aperta parentesi) legate a un concetto nazionale uno locale (Chiusa parentesi).
Dice: Sì però qua non succede mai niente!


Il conduttore attento, concentrato, preparato, con un bagaglio culturale importante saprà trovare un collegamento storico attuale e territoriale da allegare a un fatto nato esternamente.
Dice: Sì però se questo è così bravo allora vorrà dire che trasmetterà in una radio nazionale.
Che può essere vero, ma non è escluso che un bravissimo conduttore possa essere bravissimo anche su una radio locale.

Ma in sostanza…


Esistono esempi di radio locali (e conduttori) che hanno costruito la propria fortuna occupandosi soltanto di una città. Radio Globo e Dimensione Suono Roma, per esempio, pur essendo in possesso di frequenze posizionate al di fuori della Capitale, hanno definito il proprio target sui romani. Nel caso della piccola di casa RDS spicca la presenza di conduttori giovani, “pieni di energia”, con una cadenza dialettale capitolina seppure mascherata da un’ottima dizione, e da una conoscenza del territorio che comincia dalla culla e prosegue durante la crescita. In questo senso incentrare un paio d’ore della conduzione di flusso sulle buche che caratterizzano le strade di Roma è un’operazione vincente. Perché per quelle buche di cui si sta parlando alla radio c’è un ascoltatore che in quel preciso momento ha imprecato saltellando con la sua automobile su un cratere d’asfalto. Quindi è stato dato un servizio utile, intrattenente e dal vivo.


Poi c’è il Morning Show di Globo, irriverente – anche troppo a volte – comunque seguitissimo perché rappresentativo della voce del popolo: il popolo romano.


Queste come altre realtà ubicate sul territorio italiano mettono l’ascoltatore di fronte a una condizione di scelta che propende verso la fidelizzazione locale.


Da non trascurare, chiaramente, il fenomeno delle local webradio; realtà che sembrano ispirarsi alle prime radio libere italiane di 40 anni fa. Anche se il potenziale d’ascolto è mondiale grazie ai flussi del web, le local concentrano le energie e i contenuti su situazioni circoscritte a livello territoriale. Nasce allora la radio di Firenze che trasmette soltanto musica dagli anni 60 a oggi e che fa sapere ai cittadini cosa succede in città sette giorni su sette; l’emittente delle Marche che raggiunge il successo riproponendo le trasmissioni storiche di alcune radio locali degli anni 80 e 90 con i protagonisti dell’epoca; la radio di Cremona strutturata come una vera e propria fm che è diventata talmente competitiva da essere quasi minacciata da una concorrente del posto. E ancora la webradio di una provincia campana che non dimentica nessuno degli eventi della sua zona incrementando gli ascolti quotidiani.
Siamo ancora sicuri che essere radio locale ma non esserlo sia la scelta giusta?
Essere o non essere: il dubbio dell’etere a portata di territorio.

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Scritto da: Consulenza Radiofonica

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