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Giappone, il 6G non è solo un’idea: creato nuovo ricevitore radio terahertz

today13 Gennaio 2020 1

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La comunicazione 6G non è più un’idea futuristica. Anzi, qualcuno ci sta già lavorando. Siamo in Giappone, precisamente all’Università di Osaka, dove un team di ricercatori ha realizzato un ricevitore per le radiazioni di frequenza terahertz. Tale tecnologia, come si legge su Repubblica, “consente una comunicazione dati wireless estremamente rapidi: 36 Gigabit al secondo“.

È l’alba del 6G?

Trentasei Gigabit al secondo: un vero e proprio record ad alta velocità. E senza neppure un errore. Un risultato che potrebbe essere veramente l’inizio dell’era del 6G. La ricerca, pubblicata tra le altre cose su Scientific Reports, sottolinea infatti l’esigenza sempre maggiore di una trasmissione dati ancora più veloce. “Non solo i telefoni cellulari hanno bisogno di alte velocità per lo streaming di video in movimento – si legge nell’articolo -, ma alcune persone che vivono nelle aree rurali fanno affidamento interamente sul wireless per le loro connessioni a banda larga domestica”.

Per questo motivo, il 6G diffuso con la radiazione terahertz “consentirebbe di trasmettere più dati al secondo, rispetto all’attuale standard di circa 800 MHz”. Al fine di riuscire a superare questo scoglio, il team di ricerca ha dovuto superare due muri:

  • “le oscillazioni elettromagnetiche sono troppo veloci per essere gestite dall’elettronica convenzionale, e sia l’oscillatore che il rivelatore terahertz hanno una scarsa efficienza”;
  • “il rumore termico del rilevatore di temperatura ambiente oscura i segnali ricevuti sopra”.

Come sono riusciti a superare questi limiti?

La risposta è presta detta. Nel dettaglio, i ricercatori giapponesi “hanno usato uno speciale componente elettronico chiamato diodo tunneling risonante“. All’interno di questo dispositivo, di fatto, “esiste una specifica tensione ‘risonante’ che produce la corrente di picco. Pertanto, esiste una regione in cui la corrente cade effettivamente all’aumentare della tensione. Questo comportamento non lineare consente agli scienziati di sincronizzare i segnali terahertz ricevuti rapidamente con un oscillatore elettronico interno nel dispositivo e quindi separare i dati dall’onda portante. Alla fine, la sensibilità è stata migliorata di un fattore di 10.000”.

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I ricercatori: “Tecnologia multiapplicativa”

Masayuki Fujita, principale autore della ricerca, ha spiegato che “questa tecnologia può essere utilizzata in un’ampia gamma di applicazioni, oltre alla comunicazione wireless 6G di nuova generazione. Questi includono il rilevamento spettroscopico, l’ispezione non distruttiva e il radar ad alta risoluzione“.

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Articolo a cura di Angelo Andrea Vegliante

Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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