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E se il divismo esistesse anche in radio?

today11 Agosto 2022

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Una premessa

L’enciclopedia “Treccani” definisce il divismo come il “Fenomeno per cui personaggi noti dello spettacolo vengono mitizzati dal pubblico, che tende a identificarsi in essi anche fuori dello spettacolo, nella vita quotidiana”. Si può parlare di divismo, quindi, in riferimento a molteplici contesti, specialmente oggigiorno in cui i mezzi di comunicazione di massa si sono moltiplicati.

L’atteggiamento esibizionistico dei divi stessi, volto a favorire e a rinsaldare questo particolare tipo di celebrità, deriva dalle figure del grande attore e del cantante d’opera del passato. Il fenomeno ha conosciuto il suo periodo di massima espansione negli anni 1930 e 1940, in concomitanza con il sistema di produzione cinematografica hollywoodiano, basato proprio sul richiamo di pubblico esercitato dalle stelle del cinema (star system).

Il divismo ha avuto, più recentemente, protagonisti diversi da quelli appena citati: oggi, infatti, esso si manifesta perlopiù nei confronti di celebrità del mondo della televisione, dei media (influencer) e, non per ultimo, della radio. Il fatto che questi ‘divi’ siano poi trasversali ai diversi mezzi di comunicazione odierni, accentua ancor di più l’atteggiamento di idolatra del pubblico nei confronti di tali celebrità.

Stationality VS Personality radio

Si tratta di due format radiofonici, da sempre in contrasto fra loro, anche se ultimamente si parla di “armonia reciproca”.

La stationality radio è letteralmente la “Personalità di Stazione”, meglio definita come il “Branding”, l’insieme dei valori percepiti dagli ascoltatori e di quelli che si desidera che compongano il legame stesso con gli utenti all’ascolto. La personality, invece, rappresenta l’estensione della personalità del conduttore, la sua soggettiva esportazione di pensieri ma anche di lifestyle, di riconoscibilità, di visione del mondo, di capacità di relazione.

Normalmente vi sono due figure che rappresentano le due dinamiche. Il Program Director (anche Station Manager o Direttore Artistico) incarna la stationality radio e fa riferimento all’azienda ‘Radio’. Il conduttore, al contrario, interpreta la personality radio e fa riferimento solo a sé medesimo. Lo scontro o l’incontro tra i due format avviene dunque, molto spesso, attraverso queste due figure di riferimento.

Il Program Director difende l’Identità della stazione radiofonica di riferimento mentre il conduttore difende la propria identità: è in questo secondo caso che si tratta di un atteggiamento chiaramente riferibile al modello del divismo.

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Personality radio

Tali emittenti decidono di anteporre la conduzione come valore principale della loro offerta agli ascoltatori, almeno rispetto alla musica e all’informazione. I due riferimenti più evidenti tra le emittenti con questo Formato sono quelli di Radio 105 e di Radio Deejay, nelle quali è già stato stabilito a priori che la conduzione sia al potere.

L’esempio di Radio Deejay

Ecco il caso in cui, il più delle volte, vogliamo ascoltare “Linus” in radio, senza curarci delle tematiche che tratterà, della programmazione che seguirà o della fascia oraria nella quale trasmetterà. L’unica cosa che conta per il ‘fan del divo’ è, infatti, di poter ascoltare la propria celebrità di fiducia, e trarre dalle sue performance più elementi identificativi possibile.

La prima personality radio è stata Radio Deejay, grazie proprio a Linus. Egli, ereditando l’emittente nel 1995 con ancora una forte caratterizzazione musicale, ha avuto l’abilità ed il coraggio di sovvertire la musicalità imperante di tutte le emittenti dell’epoca, e di offrire un rinnovato cast di protagonisti  al microfono, presentandoli come “Amici in FM”.

Linus radio deejay

Linus ha, quindi, cambiato il sistema di accoglienza di Radio Deejay e delle radio in generale, lo ha trasformato in un fenomeno in cui il parlato domina per presenza ma anche per energia.

Radio 105

In questo caso non si è trattato di una rivoluzione dall’alto (Up-Bottom) ma dal basso (Bottom-Up). Il successo di Marco Galli e di Marco Mazzoli nasce da pesanti disobbedienze ai dettami aziendali coperte, tollerate se non sostenute dall’eccellente direttore Angelo De Robertis.

Oggi Radio 105, anche e soprattutto grazie agli show di questi due protagonisti principali, si presenta inarrestabile nella crescita. E continuerà così almeno fino a quando il brillante Angelo sarà operativo nel dirigere l’emittente.

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Lo zoo di 105

A livello esemplificativo, questo programma è uno di quelli che si prestano meglio al fenomeno dell’ascolto radiofonico per puro scopo ‘divistico’. Si tratta della trasmissione radiofonica di Radio 105  in onda dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 16:00, oltre alle varie repliche settimanali esistenti.

Il programma si compone di scenette “recitate” con l’aiuto dei distorsori vocali, che permettono alla stessa persona di interpretare più personaggi e scherzi telefonici, riprendendo storici programmi come “Alto gradimento”.

“ll meglio del peggio” è lo slogan del programma; il meglio garantito proprio dai grandi protagonisti di questo show, celebri al punto d’aver creato un impero attorno allo “Zoo”, una vastissima comunità di fan che, alle 14:00 in punto, sono immancabilmente presenti per connettersi con i loro ‘divi’ preferiti.

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In conclusione

Risulta quindi chiaro come gli ascolti attorno ad un conduttore e, di conseguenza, al suo rispettivo programma radiofonico, possano essere generati, per gran parte, dal fenomeno ‘divistico’. Il divismo è oggi maggiormente vivo rispetto alle sue origini e più che mai trasversale nei differenti medium esistenti.

Scritto da: Alice Antico

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