Interviste

La parola ai nostri clienti: com’è cresciuta Radio Cassino Stereo con il supporto di Consulenza Radiofonica

today25 Luglio 2018

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Il successo dell’emittente, ad oggi, numero uno in tutta Frosinone e provincia: Radio Cassino Stereo

“Tante emittenti territoriali si sforzano per creare un palinsesto da network, ma è controproducente. L’aspetto locale è fondamentale. Lo dico con orgoglio.”
L’orgoglio è di Marco Pagano, giovane direttore artistico, che rispondendo alle nostre domande sulla sua Radio Cassino Stereo apre il dibattito della marcatura territoriale delle radio locali. Marcare il territorio significa essere presenti in un cerchio che inizia e finisce in punti noti, significa far sentire gli ascoltatori “membri di una grande famiglia allargata”. Per realizzare questo intento, Pagano si è avvalso della collaborazione ideativa ed artistica di Consulenza Radiofonica, grazie alla quale Radio Cassino è diventata la radio più ascoltata a Frosinone e nella sua provincia. Una radio attiva da 40 anni.

Come è nata Radio Cassino Stereo?

È nata nel 1976 grazie al fondatore Michele Giordano e altri collaboratori. Per noi quella di Michele è una figura importante, ma lo è per tutto il territorio cassinate. Un giornalista che ha fatto tanto per la città accendendo pure la televisione. Il 1976 è l’anno in cui sono nate le radio private. A quel tempo si facevano dei test, la radio era l’innovazione “vicina alle persone”. Cito testualmente: “Radio Cassino si rileva come un mezzo di unione per unire tutti in una grande famiglia felice e concorde. Se riusciremo a realizzare questo nostro intento ci riterremo soddisfatti delle nostre grandi e doverose fatiche”. È un articolo di quell’anno. 

Dagli anni ’70 a oggi cosa è cambiato?

Ho iniziato a fare radio da quando avevo 10 anni e di cambiamenti ce ne sono stati tanti. Prima la radio era pionieristica come oggi lo è internet. C’erano più ascoltatori che telespettatori. L’aspetto tecnico non era quello moderno: non c’era un palinsesto, c’erano programmi ma non si seguiva un clock, si andava a braccio e si faceva una radio naturale e divertente. Era l’aspetto coinvolgente di quegli anni. Oggi abbiamo una struttura precisa e organizzata, ogni speaker sa come strutturare un programma. Ma questo non vuol dire che prima era peggio, si tratta di periodi diversi. Sono passati più di 40 anni da quando è nata Radio Cassino.

Tra le figure che lavorano per la radio, quella del consulente che importanza ha?

Cinque anni fa sentivo l’esigenza di essere affiancato da una persona che seguisse l’aspetto artistico della radio. Per una serie di circostanze ho preso le redini della parte tecnica dell’emittente. Sentivo che la radio avesse un grandissimo potenziale ma avevo bisogno proprio di un consulente. Cercando su internet sono entrato in contatto con Alfredo Porcaro il responsabile di Consulenza Radiofonica. Quando parlai con lui dissi che avrei avuto bisogno di consigli, e dopo un mese di collaborazione è nata la consulenza. La difficoltà riscontrata nelle radio locali è riuscire spiegare il ruolo del consulente. Insomma, il consulente cosa fa? Con loro abbiamo agito su: clock, musica, palinsesto, redazione locale, social, sito, tecniche di regia, ideazione rubriche e nuovi format, confezionamento audio e molto altro.


I risultati sono arrivati rapidamente con una radio finalmente definita nell’identità.

 

All’utente arriva soltanto il suono di una radio seppur esista un mondo collaterale: palinsesti, conduttori, social. 

Il lavoro di Consulenza Radiofonica è costante e aggiornato. Adesso è fondamentale lavorare insieme ai social network, per esempio. Oltre a questo aspetto metterei quello che loro hanno fatto per il settore artistico legato al palinsesto. Ciò che dico sempre è che la consulenza sta nell’ascolto, ascoltare i programmi e riflettere in maniera condivisa.

Da due anni siete la radio numero uno a Frosinone e provincia.

È un risultato importante. Siamo da diversi anni la radio locale più ascoltata, ma importante è che il dato relativo all’ascolto nel giorno medio è aumentato. Questo grazie al lavoro sinergico tra me, l’editore e Consulenza Radiofonica. La radio deve essere ambiziosa. Ogni anno bisogna confermare il risultato dell’anno precedente per puntare a qualcosa di più. Ciò che mi interessa è il coinvolgimento, gli ascoltatori si sentono membri di una famiglia allargata.

 

Evidenziamo la familiarità quando si parla di radio locale.

Una delle prime chiacchierate con Alfredo riguardò questo aspetto. Ero un ragazzo ambizioso e mi disse che tra le cose più importanti per la radio locale è non scimmiottare il network. Tante emittenti territoriali creano un palinsesto da network, ma è controproducente. L’aspetto locale è fondamentale. Lo dico con orgoglio.

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Scritto da: Consulenza Radiofonica

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