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Podcasting meet up Italia: Intervista all’organizzatrice Alessandra Catania

today5 Aprile 2018 1

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Bologna 14 aprile l’evento dedicato al mondo del podcast: l’intervista ad Alessandra Catania

Che il podcast sia uno strumento di intrattenimento e informazione – proprio come la radio – è chiaro. Così come è chiaro che in Italia il suo utilizzo sia minimo. Forse perché poco conosciuto, per questo ignorate le sue potenzialità. Ma il potenziale del podcast è altissimo, diciamo pure che il podcast è un talento al quale va data possibilità di esprimersi, finora espresso soltanto oltreoceano. Lo sa bene Alessandra Catania, esperta della materia on demand, che insieme a Gianni Gozzoli ha organizzato a Bologna una giornata da dedicare proprio al podcast: Podcasting meet up Italia, dovealcuni podcaster si incontreranno per convogliare le energie verso un’unica direzione. All’evento parteciperà anche Consulenza Radiofonica con un panel dal titolo Un buon podcast si sente dalla sigla. Tips and tricks.

 

Dunque manca poco all’appuntamento di Bologna.

 

Abbiamo messo in moto questa macchina che sta correndo molto veloce. Le cose da fare sono tante ma siamo entusiasti perché i feedback e l’interesse attorno a questa iniziativa è inaspettato. Evidentemente c’era bisogno di un evento di questo genere che cominciasse a far parlare di un canale di comunicazione relativamente ancora poco conosciuto e poco sfruttato.

Perché dare importanza proprio al podcast e non qualcos’altro?

Il podcast è un modo diverso di raccontare storie. È facile, flessibile, aperto e coinvolge in modo più attivo. Pensate ad Orson Welles e alla sua Guerra dei mondi: potete immaginare lo stesso effetto dirompente solo leggendo il testo? Il podcast coinvolge il senso dell’udito che, come quello della vista, è immediato e apre a suggestioni diverse per ognuno di noi. È dirompente e soprattutto il suo ascolto è frutto di una scelta, una fidelizzazione. Per questo le aziende negli Usa investono tanto, perché chi ascolta presta attenzione, più attenzione che non in altri media.

Però il podcast non è ancora particolarmente usato in Italia.

È vero. È una questione di cultura e anche di qualità di contenuti. Oltre ad una questione di semplicità. Accendere la radio in macchina è automatico, non si deve fare nulla. Mentre lo stesso automatismo non accade per un podcast che può essere ascoltato sui nostri smartphone, magari collegati all’impianto dell’automobile, ma solo se questa è predisposta. Inoltre in Italia i podcast si sono diffusi come corollario di trasmissioni radiofoniche. Mentre il vero podcast è un contenuto che si produce a prescindere dal canale radiofonico. Quindi deve svilupparsi una vera e propria abitudine alla ricerca del podcast e non di qualcosa che si è sentito per radio e che si vuole solo riascoltare.

Dite che podcast e radio sono indipendenti. Spiega.

È vero, come dicevo prima il podcast può vivere di vita propria e così anche la radio, ma sono conciliabili. La radio, grazie alla produzione dei podcast dei programmi, aiuta a far crescere la cultura dell’ascolto on demand. Io stessa sono partita facendo radio e poi pubblicando i miei podcast sulle principali piattaforme di distribuzione.

Può essere anche il podcast il futuro della radio?

È una realtà, così come è successo per il digitale nella tv. La radio è intrattenimento ed è bello ascoltare i programmi in diretta, ma è anche approfondimento, informazione, cultura e questi contenuti hanno un valore diverso. Vanno lasciati a disposizione di tutti. Anzi, proprio da questi sarebbe interessante far nascere dei podcast che non vanno in radio, ma sono contenuti “speciali”, una sorta di valore aggiunto per chi già ascolta la radio, inseriti in un palinsesto diverso da quello radiofonico, magari su un canale differente.

 

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Scritto da: Consulenza Radiofonica

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