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Radio Riflessioni: le radio libere. I ricordi che saltano fuori strofinando la puntina su un disco

today13 Settembre 2018 1

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Il racconto della Catania delle Radio Libere.

Negli anni 80 tutte le ragazze tentavano invano di somigliare a Debbie Harry, nello stesso periodo tutti i ragazzi cercavano, senza riuscirci, qualcuna che le somigliasse almeno un tantinello.
Nessuna si è mai mossa su un palco con la grazia di una ballerina di danza classica e la sensualità devastante di una porno star.
Sono stato a lungo innamorato di questa donna e, anche se sono uno che non è abituato a perdere, ci sono purtroppo battaglie che non si possono vincere.
Di solito per ricordare le ex uno riguarda vecchie foto, legge le lettere, scorre un filmino, insomma riscopre quel poco che è rimasto intero dopo una storia andata in mille pezzi, in questo caso l’unica cosa che posso fare è mettere sul giradischi una sua canzone e lasciarmi trasportare dai ricordi.
Prima che le radio nazionali si somigliassero quasi tutte, ci sono state nella mia città natia, qui nel profondo sud, radio come Catania International, una realtà che poteva permettersi, ai tempi in cui costavano un occhio della testa, di tappezzare una città con manifesti 6×3 per promozionare il proprio marchio, pur essendo già la numero uno.
Programmi di intrattenimento con alcune delle voci più rappresentative che ci siano mai state in Sicilia; le mitiche radiocronache del calcio Catania e dalla Pallavolo Paoletti; un ufficio pubblicitario di primissimo ordine; trasmissioni come ”Operazione Vacanze” in diretta dagli stabilimenti balneari (quando realizzare dei collegamenti efficienti negli anni ‘70 tramite ponte presupponeva uno staff tecnico di primo piano) che coinvolgevano decine di migliaia di ascoltatori in maniera entusiasmante.
Un palinsesto formato da alcune delle migliori voci in circolazione,
una redazione giornalistica che anche oggi farebbe invidia alle migliori emittenti nazionali, frutto della visione futurista di un imprenditore che seguiva con competenza e passione la sua creatura.

Le radio dell’epoca

Tutto come doveva essere e purtroppo non è mai più stato, pagine di storia che non dobbiamo dimenticare, perché tutto da lì è cominciato e tutto da lì avrebbe dovuto un giorno ricominciare.
Giusto ricordare anche gli anni sperimentali di CTA 104 che ha professato musica e cultura con nomi di prestigio rimasti nella storia.
Anche la radio ”popolare” come Radio Sud oggi avrebbe molto da insegnare a chiunque con i suoi programmi di intrattenimento leggero ma garbato e divertente, un mattiniere che svegliava una generazione di casalinghe, gli attori che leggevano le poesie la notte, una radio di riferimento per un certo tipo di pubblico rimasto poi orfano di simili riferimenti.
Successivamente sono arrivati gli anni ‘80, il boom di Radio Marte prima versione alternativa con perle di rock e saggezza che hanno istruito una generazione, poi con una programmazione commerciale ma molto ben congegnata nella sua continuità e nella qualità degli speakers.
Fine del decennio esplode Radio Luna, il rock diventa l’anima di un progetto che rifugge da qualsiasi contaminazione, intorno ad un gruppo di ragazzi pieni di passione si realizza una piccola leggenda che avrebbe incatenato per anni un generazione che non dormiva neanche la notte.
L’ultimo episodio di ”fanatismo radiofonico” che io ricordi è TRE, acronimo di Tele Radio Esmeralda, una struttura che con mezzi sicuramente non faraonici riesce nel 1996, grazie all’affetto degli ascoltatori, ad essere la più votata nel sondaggio di Sorrisi e Canzoni sbaragliando la concorrenza in Sicilia di realtà estremamente più organizzate.
Si trattava di autentiche cartoline allegate alla rivista che ognuno doveva acquistare, compilare, spedire, mi si perdonerà se a questo tipo di valutazione attribuisco un’attendibilità diversa rispetto a sondaggi telefonici, televoti, fatture del mago.
Il tutto oltre alla terzietà di un ”giudice” come Sorrisi e Canzoni che non aveva alcun tipo di interesse e coinvolgimento nelle emittenti italiane locali.

Gli ascoltatori non mancavano

Pur se diverse per caratteristiche tecniche e artistiche erano comunque tutte molto ascoltate, ognuna aveva un pubblico di riferimento, una programmazione costante e vivace, ricca di contenuti e di giovani di talento.
Alcune realtà erano anche fortemente competitive rispetto alle prime radio nazionali che cominciavano ad invadere la Sicilia.
Erano anche un punto di aggregazione, di scambio di idee, di cultura musicale.
Dentro quegli studi sono nate amicizie, matrimoni, divorzi, relazioni parallele, molti si sono trovati, altri si sono persi, in un mondo ricco di fascino ed emozioni.
Accanto a quei trasmettitori, che spesso venivano allocati nei bagni o nelle terrazze, abbiamo trascorso anni della nostra vita,bruciati dietro ad una passione. Questo era il passato, da non ricordare con nostalgia, ma con la soddisfazione di averlo vissuto.
Mi auguro di cuore che il futuro non ci veda chiusi ognuno nella propria stanza da soli essendo nello stesso tempo unici editori, direttori, conduttori, spettatori della nostra radio/tv/casalinga.
Questo mio racconto vuole essere una semplice valutazione personale, ho volutamente evitato di citare radio ancora esistenti sul territorio siciliano che tra mille difficoltà stanno comunque cercando di continuare a scrivere la loro storia e non sarebbe opportuno parlarne al passato e mi dispiace, invece, per quelle già scomparse che non ho citato, sarebbero veramente tantissime e mi riprometto di raccontarle quanto prima, chissà magari anche sulla cara vecchia carta.

Post a cura di Ubaldo Ferrini per Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air!

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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