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Clock radiofonico: lo scheletro di una radio

today24 Luglio 2017

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Il clock radiofonico è uno degli elementi fondamentali del prodotto radio, secondo in ordine di importanza solo alla scelta della musica. Serve infatti a strutturare ogni singola ora di trasmissione, programmando e cadenzandone gli elementi caratterizzanti.
Non a caso, è solitamente rappresentato da un grafico circolare suddiviso in spicchi che ricorda il quadrante di un orologio. Ogni spicchio corrisponde ad un elemento del clock e coincide con l’orario di messa in onda.

Ovviamente, un’enorme differenza nella creazione del clock la farà il format della radio. In una radio di flusso, dove la protagonista assoluta è la musica e agli speaker sono lasciati di solito pochi secondi tra un brano e l’altro, il clock sarà molto rigido e tenderà a ripetersi uguale ogni ora. In una radio di programmi, invece, cambierà a seconda dello speaker in onda, pur mantenendo alcuni riferimenti fissi (ad es. pubblicità e informazione).

All’orecchio dell’ascoltatore, spesso distratto per motivi diversi (la guida dell’auto, l’essere al lavoro, l’arrivo di una telefonata ecc.) gli elementi di un clock radiofonico tendono alla sua fidelizzazione. Analizzandoli singolarmente, si ha una chiara idea di quanto sia complessa la struttura di una semplice ora di trasmissione. Quali elementi inserire, a che ora, per quanto tempo? Ecco la domanda da un milione di dollari.

Elementi essenziali del clock radiofonico

Il Segnale Orario non è sempre presente, ma è uno dei momenti più facilmente sponsorizzabili. Se presente, di solito è seguito da un Giornale Radio, spazio obbligatorio per tutte le radio private a termini di legge. Poi c’è la Pubblicità, quei pochi minuti così fondamentali per mantenere l’emittente. I blocchi o cluster pubblicitari possono variare di durata e di numero, da due a tre in un’ora. Dal punto di vista commerciale, importantissime sono le Citazioni, in cui il conduttore fa un intervento sponsorizzato da un’azienda.

Passando alla vera e propria programmazione, innanzitutto ci sono i brani musicali, ossia l’insieme della musica trasmessa. La musica è spesso scandita da Jingle e Liner, quei piccoli intermezzi che fungono da ponte tra un brano e l’altro quando lo speaker non interviene in diretta. È anche possibile inserire tra le canzoni dei Promo, cioè un elemento audio creato ad hoc in cui si ricordano alcuni appuntamenti del palinsesto.

Ci sono poi gli interventi degli speaker, i Talk. È la funzione essenziale di chi sta dietro un microfono: intrattenere e/o informare gli ascoltatori. Compito dello speaker è anche il Teaser o Coming Up, ossia un breve intervento prima della pubblicità in cui si cerca di stuzzicare la curiosità degli ascoltatori, con una piccola anticipazione di cosa avverrà in radio entro pochi minuti. Al rientro dal cluster pubblicitario, può esserci un’Image Ramp, un intervento su base chiusa che rilancia l’immagine della radio.

Ci possono essere anche degli spazi interattivi, in cui la radio si avvicina agli ascoltatori. Ad esempio, quando lo speaker lancia un gioco o interagisce con il pubblico attraverso telefonate, messaggi, social network.

Un solo clock radiofonico per tutti?

Come detto, non esiste un unico clock che possa soddisfare le esigenze di ogni radio. Flusso, programmi, personality radio… ognuna avrà bisogno di tempi differenti, in base all’ascoltatore medio che vuole cercare di attirare.

Non solo. Stesse tipologie di radio, in località differenti, necessiteranno di piccoli accorgimenti che, pur se apparentemente superflui, possono fare la differenza. Pensare che una radio locale di flusso possa utilizzare lo stesso clock di RDS (tanto per fare un esempio), perché tanto si crede che basti copiare chi fa i numeri più alti con il format che si è deciso di adottare, è semplicemente inutile, se non controproducente. Stesso discorso per due radio locali che condividono un format. Supporre che il pubblico di una valle trentina possa avere gli stessi interessi di quello della provincia di Siracusa rasenta la follia. Si potrebbe riassumere il concetto così: ad ogni radio il proprio clock.

Saper prevedere o capire quali elementi del proprio clock gli ascoltatori gradiscono, in modo da poter essere appetibili per una fetta maggiore di pubblico e quindi di investitori, richiede metodo, conoscenze e capacità. Affidarsi a dei professionisti seri che sappiano con pochi tocchi trasformare la propria radio in un prodotto competitivo è fondamentale.

Post a Cura di Livio Leone

Consulenza radiofonica, la professionalità on air.

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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