Bambino urla al microfono

Il “brutto” della diretta: discussioni e parole da censurare

Quando viene oltrepassato il limite della personalità? E quando bisogna fare attenzione a quello che si dice? Rispondendo soprattutto alla seconda domanda, diciamo che sempre bisogna fare attenzione a quello che si dice quando si fa radio. Attenzione e concentrazione sono elementi chiave che si fondono in un unico concetto disciplinare: tutto quello che dirai sarà usato contro di te. Quindi, sbagliando, avremmo diritto a un avvocato. Ai giovani conduttori si dice di fare radio come al bar. In altre parole, bisogna immaginare una situazione sciolta ed amichevole. Ma deve essere un bar educato quello che abbiamo costruito nella nostra mente.

World Radio Day

Dialogo e tolleranza nel nuovo World Radio Day

Venne la televisione e qualcuno disse che la radio non ce l’avrebbe fatta. Venne internet e qualcun altro – sempre gli stessi – sentenziò la medesima fine. Venne la tecnologia ridotta all’uso dello smartphone e la radio è stata data per morta. Ma la radio è ancora qua, già. Nonostante i cambiamenti che l’avrebbero potuta spedire sotto i cipressi e che invece non hanno fatto altro che migliorarla, confermarla come l’affascinante mezzo di comunicazione resistente a tutto. Una specie di fenice che risorge dalle proprie – seppur solo annunciate – ceneri. D’altronde quando si parla di radio si parla di una storia che dura da tanti anni, una storia che non smette di stupire e giustamente celebrata.

Occhio alle dimensioni! Ecco la radio più grande del mondo

Per fare grande un radio non servono grandi componenti che generino un enorme puzzle visivo. Eppure sembra che una radio grande – di fatto – sia stata costruita e utilizzata senza passare inosservata. È la radio più grande del mondo e per vederla bisogna tornare indietro di molti anni. “Per dipingere una parete grande, ci vuole un grande pennello!”. Tanti ricorderanno la celebre pubblicità dei Pennelli Cinghiale, diventata un cult della televisione anni Ottanta. Nell’occasione un imbianchino – interpretato dall’attore Enzo De Toma – pedala su una bicicletta a tre ruote nel traffico di Milano con un pennello grande legato alla schiena prima di essere bloccato da un vigile – doppiato da Carlo Bonomi – il quale gli fa notare che l’oggetto è effettivamente troppo grande.

Enzo Mauri speaker

Chi erano “Quelli della radio”? Storia e attualità nel libro di Enzo Mauri

“Ho iniziato il 6 gennaio 1980, avevo 15 anni ed ero acerbo”. Così l’editore lo ha cacciato. Da allora sono passati quarant’anni e quella legnata è stata fondamentale per diventare quello che è diventato Enzo Mauri: un conduttore esperto nella radio che definisce un “bimbo che cresce”. La radio per Enzo è l’amore magico di cui non riesci a fare a meno. Lo dice chiaramente nel libro “Quelli della radio”: una cronistoria della sua vita radiofonica e di quella di altri, impreziosita da interventi illustri. Un percorso che parte da lontano ma chiarisce subito chi erano, appunto, quelli della radio.

Uomo sulla luna Apollo 11

Radio: la magnifica espressione della “sorella umile” nel 1969

Fu “un piccolo passo per l’uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità” l’allunaggio del 20 luglio 1969, per dirlo con le parole di Neil Armstrong che della storica impresa è il protagonista. Fu un evento magnifico. Una grande conquista scientifica e tecnologica nel pieno risvolto politico delle guerre. Ma soprattutto, fu la conferma che la radio – “la sorella più anziana e umile” – aveva qualcosa in più della televisione.

Radio e Storia: Il valzer delle emozioni

A che servirebbe una radio all’avanguardia con strategie di marketing vincenti se venisse meno la condivisione di un momento?   Era un giovedì sera di tanti anni fa, eppure sembra ieri. Papa Giovanni XXIII probabilmente non sapeva che avrebbe cambiato la storia della chiesa ed anche, secondo la nostra personalissima visione, della radio. In quel…