RDS e Lega Pro

RDS e Lega Pro: la nuova lungimirante collaborazione

Chi avrebbe detto che un giorno RDS – una delle radio più ascoltate d’Italia – avrebbe siglato una partnership con la Lega Pro. Per carità, non c’è niente di male nel mettere nero su bianco un accordo con la terza serie del nostro pallone. Anzi. Sta a vedere che RDS c’ha visto lungo – molto lungo – anticipando pure una possibile concorrenza. Per spiegare meglio questa lungimiranza basta tirare fuori un po’ di numeri interessanti: al torneo di serie C partecipano 60 club, cioè sessanta diverse città italiane per un totale di 17 milioni di tifosi per tutto lo stivale. Quindi lo stesso numero di potenziali nuovi ascoltatori o forse anche di più. Trattasi, inoltre, di (quasi) esclusiva: nessuna radio nazionale segue la serie C oltre a RDS. Si parla di copertura FM ma anche di prestigio. Una certezza nell’etere migrante.

World Radio Day

Dialogo e tolleranza nel nuovo World Radio Day

Venne la televisione e qualcuno disse che la radio non ce l’avrebbe fatta. Venne internet e qualcun altro – sempre gli stessi – sentenziò la medesima fine. Venne la tecnologia ridotta all’uso dello smartphone e la radio è stata data per morta. Ma la radio è ancora qua, già. Nonostante i cambiamenti che l’avrebbero potuta spedire sotto i cipressi e che invece non hanno fatto altro che migliorarla, confermarla come l’affascinante mezzo di comunicazione resistente a tutto. Una specie di fenice che risorge dalle proprie – seppur solo annunciate – ceneri. D’altronde quando si parla di radio si parla di una storia che dura da tanti anni, una storia che non smette di stupire e giustamente celebrata.

Occhio alle dimensioni! Ecco la radio più grande del mondo

Per fare grande un radio non servono grandi componenti che generino un enorme puzzle visivo. Eppure sembra che una radio grande – di fatto – sia stata costruita e utilizzata senza passare inosservata. È la radio più grande del mondo e per vederla bisogna tornare indietro di molti anni. “Per dipingere una parete grande, ci vuole un grande pennello!”. Tanti ricorderanno la celebre pubblicità dei Pennelli Cinghiale, diventata un cult della televisione anni Ottanta. Nell’occasione un imbianchino – interpretato dall’attore Enzo De Toma – pedala su una bicicletta a tre ruote nel traffico di Milano con un pennello grande legato alla schiena prima di essere bloccato da un vigile – doppiato da Carlo Bonomi – il quale gli fa notare che l’oggetto è effettivamente troppo grande.