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Rubriche e premi fedeltà: quando l’ascoltatore diventa protagonista

today28 Gennaio 2021

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Rubriche e premi fedeltà, il necessario contributo per far sì che ogni ascoltatore si senta parte integrante di un’emittente. Uno spazio necessario in grado di annoverare sempre più consensi.

radio deve intrattenere e informare

La radio trova forza motrice nella condivisione: il mezzo radiofonico si tramanda da secoli grazie, soprattutto, al contributo degli ascoltatori. Ogni persona sintonizzata è un tassello importante di questo mosaico. Ciascun ascolto è un patrimonio da coltivare, difendere e alimentare. Il trascorrere del tempo e l’aumento delle possibilità e dei mezzi di trasmissione ha fatto sì che gli ascoltatori diventassero sempre più protagonisti: non solo ascolto passivo, ma anche interazione. In principio c’erano le dediche, poi è arrivato il premio fedeltà. Le richieste di ogni ascoltatore vanno assecondate, così inizialmente si passavano le canzoni su richiesta – per enfatizzare un determinato brano – (cosa che saltuariamente viene ancora fatta) e con l’andare del tempo si è formulato un vero e proprio sodalizio fra pubblico e conduttore che trova contezza e compimento in diverse rubriche programmate. Nello specifico, attualmente, i premi fedeltà non sono altro che espedienti per far arrivare un fan in diretta: telefonicamente e, poi, se il caso lo richiede, in presenza.

Rubriche e premi fedeltà: come coinvolgere l’ascoltatore

chi ha inventato la radio

Inoltre, i premi fedeltà sono spazi dedicati – ognuno con un nome precipuo – in cui veicolare gadget e materiale dedicato da regalare all’ascoltatore attraverso giochi o prove da superare. Questo espediente (tanto tecnico quanto dialettico) ha permesso veri e propri scambi indimenticabili: ascoltatori che, con il tempo, sono divenuti speaker di una determinata emittente proprio grazie all’assiduità con cui telefonavano – e intrattenevano – in redazione. Fra gli esempi più fulgidi, troviamo Danilo Contalo, in arte Danilo da Fiumicino, che a Radio Deejay ha portato la sua rubrica “C’hai mai fatto caso”. Quel determinato spazio radiofonico è nato proprio da una frase che l’uomo era solito ripetere ogniqualvolta telefonava in Via Massena per parlare con i propri beniamini. Diretta dopo diretta è nato un rapporto imprescindibile di cui nessuno (compresa la fan base dell’emittente) poteva più fare a meno. Proprio perché rubriche e premi fedeltà sono un’occasione ulteriore per concedere spazio agli ascoltatori.

L’ascoltatore nei programmi per le radio: una ribalta graduale

mixer

La radio era – e resta – inclusione: questa certezza si è evoluta negli anni consentendo sempre maggiori approcci con quella che viene definita “quarta parete radiofonica”. Un modo diretto e semplice per abbattere (metaforicamente e concettualmente) quel vetro ideale che separa lo speaker dal resto del proprio bacino d’utenza: l’interattività e l’interazione ai suoi massimi per creare una commistione di intenti e suggestioni che porta al perfetto funzionamento di un ingranaggio – quello radiofonico – che funziona sia con l’apporto di coloro che la radio la fanno nel senso più pratico e caratterizzante del termine, ma anche con il contributo di coloro che il medesimo mezzo sono soliti viverlo e assimilarlo in maniera totalizzante.

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Articolo a cura di Andrea Desideri

Scritto da: Andrea Desideri

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