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Consulenza Radiofonica intervista Umberto Mattia Di Radio Capital

today12 Settembre 2017 1

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ABBIAMO INCONTRATO UMBERTO MATTIA DI RADIO CAPITAL

Ha iniziato dove – quasi – tutti iniziano: la radio locale, quella del suo paese, quando aveva soltanto 14 anni. Prima di arrivare alla consacrazione lavorativa, per Umberto Mattia c’è stato un usuale passaggio intermedio fatto di sudore e sacrificio, sperimentazione, collaborazioni, qualche “no” sbattuto in faccia e poi, finalmente, l’approdo a Radio Capital. È qui che gestisce le virate radiofoniche cavalcando le onde quando possibile, schivandole se necessario. Descrivendo la sua attività dice metaforicamente che cerca soltanto di “organizzare la vita delle persone”. Sempre però con la massima attenzione registica che fa di lui non un semplice capofonico ma il “boss dei fonici”.       

Ma tua già fai una distinzione tra fonici e registi…
Li ho sempre definiti registi perché quando ti occupi di programmi dove partecipi attivamente sai tutto quello che succede, hai davanti delle persone che confezionano i materiali, non schiacci soltanto pulsanti. Quando ti occupi di programmi dove serve un supporto creativo non sei solo uno che fa partire i brani. Puoi fare una battuta all’interfono o costruire un jingle; qualsiasi tipo di contenuto che verrà messo in onda.

La tua giornata tipo a Radio Capital…
Ascolto la radio dal mattino, chiaramente, che sia in macchina o nella postazione di lavoro. È comunque la prima cosa che faccio. Quando arrivo in sede oltre a organizzare la vita di registi e tecnici mi occupo del palinsesto pubblicitario. Raccolgo il materiale e lo carico nei nostri playout. Inoltre curo le richieste degli speaker relative alle interviste, incastrando gli appuntamenti, i tempi in studio. Insomma cerco di fare ordine. Giorno per giorno organizziamo il giorno successivo. In linea di massima si lavora oggi per domani. Laddove è possibile organizzo i calendari della settimana. Sarebbe bello se tutto restasse così come organizzato ma spesso bisogna rimettere le mani sul piano. Mi occupo inoltre dei collegamenti con la sede di Milano, è un continuo aggiornarsi sugli eventi mettendo le caselle al posto giusto.

Da quanto tempo sei a Capital?
Da circa 14 anni, sono arrivato alla fine del 2003. Ho iniziato il percorso come regista di programmi. Dal 2010 Danny (ndr. Danny Stucchi, direttore artistico di Radio Capital) mi ha affidato il ruolo di coordinamento, devo organizzare il quotidiano della radio.

Qual è l’aspetto che più ti piace del lavoro che fai?
Gli aspetti sono due: il primo è la regia, anche se adesso la faccio meno. E sono una persona che cerca soluzioni. Quando c’è un problema mi piace risolverlo.

Sei un tipo che pensa positivo…
Questo è il mio DNA

E l’altro aspetto?
Far quadrare le cose. Inoltre, essendo appassionato di tecnologia quando posso seguo le riunioni dedicate agli aspetti web della radio, do una mano, insieme si risolvono eventuali bug sulle applicazioni mobile. Insomma aiuto anche chi si occupa dei social.

Ecco, a proposito dei social, avete abbinato qualcosa di moderno con altro che non si ascoltava alla radio da vent’anni come il DJ Set del venerdì pomeriggio. Ci spieghi cos’è questo evento legato ai social network? *
Ogni venerdì due o più persone eseguono live un proprio mixato. Nulla di preparato, tutto viene sperimentato dal vivo seguendo le logiche temporali radiofoniche. All’interno vengono fatti piccoli intervalli che introducono chi suonerà in un determinato momento.

Sei nel mondo della radio da almeno vent’anni… 
Ho iniziato a mettere dischi a 14 anni prima di lavorare in una radio di Valmontone, il mio paese. Facevo mixati – le cosiddette bobine – piccole dirette con mezzi limitati. Poi ho fatto produzioni musicali in ambito dance. A differenza dei miei tempi, oggi coi mezzi tecnologici a disposizione tutti possono permettersi produzioni discrete. Prima il materiale costava moltissimo ed era appannaggio per pochi. Nel complesso tutto ciò che faccio è vicino al mondo della musica, della radio.

Cosa ti senti di dire a un ragazzo che vuole avvicinarsi al mondo della fonia radiofonica?
La prima cosa è la sperimentazione, che sia con un’emittente o una radio fai da te. Comunque si hanno gli strumenti per muovere i primi passi. Molti di noi sono partiti con l’idea di fare questa attività per hobby. Quindi dico di provare. Poi ci vuole costanza, determinazione. So che non è facile, quello della radio come anche quello del cinema sembra un mondo inavvicinabile ma non è così. Quando mi arrivano curriculum di persone avviate alla tipologia di lavoro cerco di organizzare un incontro. Se uno inizia qualche collaborazione salta fuori. Alla prima difficoltà non ci si deve tirare indietro.

* Thank’s God it’s Friday, il programma di riferimento, non va più in onda.

Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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