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La radiovisione conquista il pubblico della radio

today28 Ottobre 2021

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La radiovisione sta conquistando il grande pubblico

La radiovisione in sintonia con i nostri stili di vita . 4 milioni di italiani si “sintonizzano” ogni giorno sulla loro radio preferita tramite una tv: un bel + 4,7% nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Tanti durante la pandemia, circa 5 milioni e mezzo, hanno scoperto questo modo di rimanere in contatto con la radio per la prima volta in assoluto. 11 milioni invece sono i saltuari che “guardano” la radio. Il televisore, il pc, un tablet o lo smartphone sono per l’81% degli italiani i device dove la radiovisione si combina tra contenuti di qualità della radio e le infinite possibilità di ascolto e di visione in diretta.

L’affidabilità del mezzo radio

I programmi radiofonici hanno superato bene l’emergenza sanitaria. Per l’82,6% degli italiani la fiducia nella radio è rimasta invariata nell’ultimo anno e per il 6,1% è addirittura aumentata. Per l’81,7% degli italiani i programmi hanno una forte credibilità ed è proprio questa caratteristica che li rende un vero successo. Ma che argomenti funzionano? Politica (41,1%) poi scienza, medicina e tecnologia (34,9%), stili di vita, viaggi e cucina (28,8%), cronaca nera (27,9%), sport (26,7%), cultura e spettacoli (25,8%).

 

I gusti della radio cambiano anche in base al sesso.

Il 45,5% degli uomini cercano la politica, il 45,4% lo sport ed il 23,2% l’economia. Le donne cercano news su stili di vita, viaggi e cucina per il 40,5%, cultura e spettacolo il 33,8%, gossip e cronaca rosa “solo” il 28,8%

La radio”contro” le piattaforme digitali.

Oltre il  60% di chi ascolta la radio in Italia crede che il futuro dei contenuti audio non saranno le piattaforme online di musica a pagamento.Secondo questa fascia di pubblico due sono i fattori danno un valore aggiunto alla programmazione radiofonica rispetto alle piattaforme digitali: i contenuti sono realizzati da una redazione di professionisti e la programmazione in diretta. Per l’85,2% questo ultimo dato è fondamentale perché solo così si mantiene un contatto diretto con il proprio pubblico.

Un studio ad hoc sulla radiovisione: un bene per il marketing delle radio

Questi dati sono ricavati dal 2° Rapporto del Censis intitolato «La transizione verso la radiovisione», che è stato presentato  da Anna Italia del Censis e discusso da Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, Luca Bernabei, Amministratore Delegato di Lux Vide, Igor De Biasio, Amministratore Delegato di Arexpo e Consigliere di Amministrazione della Rai, Massimo Giletti, giornalista e presentatore radiofonico e televisivo, e Massimiliano Panarari, saggista e sociologo della comunicazione presso l’Università Mercatorum.

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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