Consigli

Intro sì, intro no: cosa succede alla musica attuale?

today16 Aprile 2021

Sfondo
share close

Afterglow di Ed Sheeran, Prisoner di Miley Cyrus e Dua Lipa, Una canzone d’amore buttata via di Vasco Rossi. Sono solo alcuni esempi di canzoni attualmente in rotazione radiofonica che non hanno una intro. Sempre più di frequente, soprattutto tra le hit pop, ascoltiamo brani che partono direttamente con il cantato, senza lasciare agli strumenti musicali il compito di introdurre il pezzo e dare una prima impressione all’ascoltatore. Quella che potrebbe sembrare una cifra stilistica o una coincidenza che accomuna le canzoni più ascoltate del momento, in realtà si traduce in una tendenza sempre più marcata e consapevole in ambito musicale e non solo. Da cosa dipende questo fatto? Cosa comporta per la radio e soprattutto per la conduzione radiofonica? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Facciamo prima un passo indietro: che cos’è l’intro di una canzone?

Semplice, si tratta della parte strumentale di un pezzo che arriva prima della voce dell’artista. Quei secondi che introducono un brano possono davvero fare la differenza per un conduttore radiofonico. Servono infatti per accompagnare il pubblico all’ascolto e, quanto più l’ultima sillaba pronunciata dallo speaker sfiorerà la prima cantata dall’artista, tanto più avrà dimostrato di essere un professionista, o più semplicemente di aver “centrato l’intro”. Di conseguenza l’outro è invece la parte strumentale che chiude una canzone, dopo quella cantata. Anche in questo caso, la voce del conduttore entrerà sull’outro per disannunciare il pezzo o introdurre un argomento. In sostanza, intro e outro di una canzone possono rivelarsi delle vere e proprie occasioni di virtuosismo per un bravo conduttore radiofonico.

Da cosa dipende l’aumento delle canzoni senza intro?

Per prima cosa è importante considerare il contesto storico della musica attuale. Viviamo in un momento in cui la musica è disponibile gratuitamente su innumerevoli piattaforme, possiamo creare playlist secondo infinite combinazioni e l’utente medio è abituato a skippare con facilità da un brano all’altro. In realtà non si tratta di un discorso che riguarda soltanto la sfera musicale. Nel mondo digitale gli utenti del web hanno accesso ad una quantità sempre maggiore di informazioni, sono immersi nel mare magnum di parole ed opinioni tra cui è sempre più difficile destreggiarsi.

Davanti ad uno scenario del genere, ci sono due opzioni: assorbire passivamente tutto quello che passa sotto i nostri occhi, o diventare sempre più selettivi e scartare tutto ciò che non cattura la nostra attenzione. È in questo contesto che si fa strada la cosiddetta attention economy. Parliamo letteralmente dell’economia dell’attenzione, un concetto coniato da alcuni studiosi negli anni Settanta, ma ancora di grande attualità. Si tratta di un modello di business che considera l’attenzione dell’ascoltare come uno dei valori più importanti da considerare per un’azione di marketing.

Se parliamo di musica, ad esempio, la bassa soglia di attenzione dell’ascoltatore e il conseguente rischio di skip possono indurre una maggiore produzione di pezzi che abbiano un inizio d’impatto, un testo incisivo sin dalla prima strofa. Si ricorre insomma a strategie precise per ottenere il massimo risultato nel minor tempo possibile. I campi d’azione sono innumerevoli. Se pensiamo alle strategie di marketing alle quali partecipiamo tutti i giorni, molte volte inconsapevolmente, potrebbe venirci il mal di testa. Immagini persuasive, clickbait, persino i sottotitoli nelle stories di Instagram, tutto questo serve per tenere all’amo l’attenzione (economica) del pubblico.

Questa tendenza è il male assoluto?

Probabilmente no, è semplicemente un fenomeno che riflette il tempo presente, l’evoluzione naturale delle cose che già tra qualche tempo potrà essere ancora diversa da come è adesso. Al contempo, non si può certo dire che sia un bene. La musica è più di ogni altra cosa emozione, e più di qualche volta le canzoni sono passate alla storia anche per un’intro particolarmente coinvolgente. Pensate ad esempio a Back in Black degli AC/DC, sono certamente di più le persone che intonano a mente i primi 20 secondi di strumentale mentre leggono questo articolo rispetto a quelle che effettivamente conoscono la prima strofa del pezzo.

Questo dimostra che le intro possono diventare più importanti e conosciute della canzone stessa, così come la loro assenza può andare totalmente a favore dell’orecchiabilità del pezzo. Pensate a uno dei brani più famosi di Calcutta, Paracetamolo: lo sai che la tachipirina 500 se ne prendi due, diventa 1000? Se questo pezzo avesse avuto un’intro probabilmente avrebbe aggiunto secondi inutili all’attesa di una frase così (quasi) nonsense, che avrebbe sicuramente rovinato l’effetto di spiazzamento iniziale.

Il bello delle intro

Va da sé che, in questo modo, il lavoro dello speaker perde un po’ di dinamicità. Il bello di un intervento disco-disco è proprio di poter giocare con le parole in un tempo blindato tra una canzone e l’altra, dimostrare di saper accompagnare l’ascoltatore con maestria da un pezzo ad un altro senza neanche che se ne accorga. Che questo porti anche ad un’evoluzione degli interventi radiofonici? O a concentrarsi maggiormente sui contenuti dei talk? Lo scopriremo solo ascoltando…

Sei alla ricerca di un consulente per le radio? 

Se vuoi sapere cosa può fare Consulenza Radiofonica per la tua emittente, visita questa pagina o consulta la sezione Contatti. Se invece vuoi essere sempre aggiornato sul mondo della radio, leggi i contenuti nel nostro blog, l’universo radiofonico è in continua evoluzione!

 

Scritto da: Elisabetta De Falco

Rate it

Articolo precedente

World Radio Day

Radio lovers

World Radio Day 2021 – Un evento Mondiale

WORLD RADIO DAY 2021 – Un evento mondiale Sabato 13 Febbraio è stato celebrato in tutto il mondo il decimo World Radio Day ovvero Giornata Internazionale della Radio, un evento mondiale proclamato nel 2011 dagli stati membri dell’UNESCO ed adottato dall’assemblea generale delle Nazioni Unite.   Con l’evento di quest’anno si annoverano così i 110 anni di radio, il più potente mezzo di comunicazione che celebra l’umanità in tutta la […]

today16 Aprile 2021

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

P. IVA 13503901004

CONTATTACI

P. IVA 13503901004

0%