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Se investi in pubblicità sgravi fiscali fino al 90 %

today19 Ottobre 2017 1

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Incentivi per chi investe in pubblicità: arrivano gli sgravi fiscali

Proseguiamo con l’ormai consueta rubrica avviata su queste pagine nell’ambito della collaborazione intrapresa da Consulenza Radiofonica con Consultmedia , prima struttura italiana di competenze a più livelli in ambito mediatico.
L’appuntamento  riguarda le problematiche tipiche del settore radiotelevisivo trattate dall’avvocato Massimo Lualdi, partner cofondatore di MCL Avvocati Associati, law firm specializzata in diritto delle comunicazioni che gestisce in maniera esclusiva l’Area Affari legali di Consultmedia.

L’argomento di oggi sono gli incentivi ad investire in pubblicità sotto forma di sgravi fiscali

Come noto, la legge di conversione (1), con modificazioni, del D.L. n. 50/2017 recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.
Il giorno successivo alla pubblicazione in G.U. del provvedimento(2) sono entrate in vigore le disposizioni introdotte in sede di conversione del decreto legge e, tra queste l’articolo 57-bis che prevede incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, a partire da quelli effettuati nel 2017, dalla data di entrata in vigore del provvedimento.

A pochi giorni dall’importante novella legislativa i giuristi si erano interrogati su taluni aspetti controversi della disciplina relativa agli incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici.

Nello specifico, nel testo normativo si prevede l’attribuzione di un credito di imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali (anche online, come si dirà di seguito), il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.

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Il credito d’imposta – utilizzabile esclusivamente in compensazione(3), mediante il modello F24, previa istanza diretta al dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri,-, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Il credito è aumentato al 90% nel caso di investimenti pubblicitari effettuati da piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

Il contributo previsto, sotto forma di credito d’imposta, sarà attribuito relativamente agli investimenti effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione(4), incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.
La norma infatti stabilisce l’attribuzione del contributo sotto forma di credito d’imposta a partire dal 2018: pertanto a tale data (2018) dovrà essere già maturato il credito(5).
Gli investimenti incrementali agevolabili sono quindi quelli effettuati nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore della disposizione e il 31/12/2017(6): la realizzazione di tali investimenti incrementali costituisce il necessario requisito per l’attribuzione del beneficio nel corso del 2018.

Tale interpretazione è suffragata da due considerazioni:

sarebbe priva del necessario requisito della necessità ed urgenza la disposizione di un decreto legge applicabile agli investimenti pubblicitari effettuati 7 mesi dopo l’emanazione della misura incentivante;
l’applicazione dell’incentivo a partire dagli investimenti effettuati nel 2018 produrrebbe l’effetto di indurre le imprese e i professionisti a rinviare gran parte degli investimenti programmati per il 2017 al 2018(7) e, pertanto, contrasterebbe con le finalità della norma in quanto comporterebbe la conseguenza di deprimere un mercato che, invece, la misura intende sviluppare.

Sulla questione si segnala un ordine del giorno(8) che impegnava il Governo a chiarire che “il credito d’imposta in oggetto si attribuisce, nel 2018, relativamente agli investimenti pubblicitari effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, incrementali rispetto a quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente. Tenuto conto che le spese sono riferite all’anno in corso (2017), si ritiene che i valori da porre a confronto ai fini della misura degli investimenti pubblicitari incrementali (“le spese di analoga natura sostenute nell’anno precedente”) debbano essere adeguatamente riconsiderati”.

La definizione delle ulteriori modalità e criteri di attuazione del credito d’imposta era demandata ad un DPCM, da adottare, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, nel rispetto della normativa UE sugli aiuti di Stato (quindi 23/10/2017).

Agli eventuali adempimenti europei, nonché a quelli relativi al Registro nazionale degli aiuti di Stato, provvede il Dipartimento per l’informazione e l’editoria.
A tale proposito si ritiene che la misura in oggetto costituisca un aiuto non selettivo, non rilevante ai sensi del Trattato UE e, di conseguenza, al di fuori del campo di applicazione della normativa europea sugli aiuti di Stato. E’ da ritenere, infatti, che il beneficio previsto – per la parte che prevede il credito d’imposta del 75% – non sia indirizzato a favorire alcune imprese(9), sia esteso all’intero territorio nazionale e privo, nelle procedure di erogazione, di alcun potere discrezionale da parte dell’amministrazione pubblica: caratteristiche proprie degli aiuti non selettivi, per i quali non trova applicazione la disciplina degli aiuti di Stato.

Qualche dubbio sussiste, invece, limitatamente alla differenza rispetto alla misura ordinaria, per l’elevazione della misura del credito d’imposta al 90%, riservata alle microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, che potrebbe non avere i necessari caratteri di non selettività. In tal caso comunque l’applicazione della regola del de minimis, relativa agli aiuti di piccola entità, potrebbe eventualmente ulteriormente ridurre la portata del problema.

Il credito di imposta è concesso, in ogni caso, nel limite massimo di spesa stabilito annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione fra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico(10). Con il medesimo DPCM si stabiliscono, altresì, i criteri di ripartizione dell’onere a carico di ciascuna amministrazione(11).

Intanto, il 13/10/2017, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che inserisce a pieno titolo le testate online nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti TV e radio locali. Agevolazione che arriva al 90% se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.
Il decreto legge andrà in aula settimana prossima per la conversione in legge.

 

Post a cura di Massimo Lualdi per Consulenza Radiofonica La Professionalità On Air, col contributo contenutistico di Newslinet.com

 

1 legge di conversione 21/06/2017, n. 96 – GU Serie Generale n.144 del 23/06/2017 – Suppl. Ordinario n. 31;
2 avvenuta il 23/06/2017;
3 art. 17 del d.lgs. 241/1997;
4 ossia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge;
5 per poterlo “attribuire”;
6 incrementali rispetto a quelli di analoga natura effettuati nell’anno precedente;
7 quando sarebbe disponibile l’incentivo;
8 G/2853/218/5 a firma del senatore Lai, accolto dal Governo in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n.50/2017;
9 in quanto applicabile a tutte le imprese di tutti i settori;
10 art. 1, co. 4, primo periodo, della L. 198/2016;
11 Le risorse destinate al credito di imposta sono iscritte sul pertinente capitolo dello stato di previsione del MEF e trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle Entrate – Fondi di bilancio” per la regolazione contabile delle compensazioni;

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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