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Fondo emergenze emittenti locali: perché ascolteremo ancora spot sul covid 

today12 Novembre 2021

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Durante lo stato di emergenza in seguito alla pandemia da Covid-19, le emittenti locali hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell’informazione. Già dai primi mesi della crisi pandemica, numerose radio e tv hanno provato ad adattarsi stravolgendo il proprio palinsesto, soprattutto dal punto di vista informativo. Gli spazi dedicati ai gr e agli spot sul Covid sono aumentati. Gli ascoltatori hanno avuto a disposizione continui approfondimenti, interviste ed aggiornamenti costanti sulla situazione relativa all’andamento della pandemia. Tutto questo, anche in orari anomali rispetto al palinsesto ordinario delle emittenti locali.

In concomitanza con la chiusura delle attività culturali e ricreative, l’attività informativa di radio e tv locali ha ottenuto crescita di ascolti e di attenzione, indice forse di un bisogno informativo che in un periodo di crisi come quello legato al Covid è diventato ancora più importante. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’azione del precedente Governo Conte, che ha istituito il Fondo Emergenze Emittenti Locali al fine di consentire alle emittenti di continuare a svolgere il servizio informativo sui territori.

Come funziona il Fondo Emergenze Emittenti Locali?

miseNel 2020 il Governo ha messo a disposizione un capitale iniziale di 50 milioni di euro, pensando di offrire ricompense a quelle emittenti radio e tv locali che si impegnavano a diffondere la comunicazione istituzionale sulle misure anti Covid-19. Come sappiamo, lo stato di emergenza sanitaria è tuttora in vigore, pertanto il Ministero dello Sviluppo Economico destinerà altri 20 milioni di euro alle emittenti locali, commerciali o comunitarie, in cambio della diffusione di messaggi a cura dello stesso MISE. Tale rifinanziamento fa riferimento a quanto previsto in sede di conversione del cosiddetto Decreto Sostegni.

Il decreto firmato dal ministro Giorgetti ha confermato che tv e radio locali conservano un ruolo importante anche nella fase ultima (si spera) della pandemia. Spetta ancora a loro dare informazioni alle famiglie e alle imprese sulla base delle esigenze e dei problemi dei vari territori, al fine di assicurare una comunicazione istituzionale che possa recepire le mutevoli esigenze informative connesse all’evoluzione dei possibili scenari legati all’emergenza sanitaria.

Chi beneficerà dei fondi disponibili?

Lo scorso 5 novembre è scaduto il termine ultimo per la presentazione delle domande di ammissione al contributo. Secondo le ultime novità dal Ministero, la Divisione V della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali sta procedendo all’erogazione dei contributi che spettano alle emittenti locali per l’annualità 2020.

I 20 milioni distribuiti alla luce delle graduatorie che il MISE ha definito nel 2019 (quando sono stati assegnati altri contributi, in quel caso per il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione) saranno così ripartiti: 17 milioni alle emittenti televisive locali, 3 alle emittenti radiofoniche locali. Della somma che andrà alle televisioni, il 95% è riservato a quelle commerciali e il 5% alle comunitarie (no profit). Dei 3 milioni che andranno alle radio locali, 2.25 milioni finiranno a quelle commerciali e gli ultimi 750 mila euro alle comunitarie.

Che tipo di spot trasmetteranno le emittenti locali?

messaggi emittenti localiI messaggi seguiranno due idee ispiratrici. Da un lato, gli spot ricorderanno alle persone e alle aziende che non bisogna abbassare la guardia perché le varianti del virus restano pericolose. Allo stesso tempo, spiegheranno che l’Italia e l’Europa hanno messo in campo le risorse necessarie per riportare il Paese alla crescita economica. I comunicati saranno fruibili tramite la piattaforma messa a disposizione dal MISE. Periodicamente, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria alimenterà tale piattaforma informando costantemente la Direzione generale del termine dell’operazione.

Non si ha ancora la certezza, ma il Fondo emergenza emittenti locali potrebbe restare in piedi ancora a lungo. Ci si potrebbe aspettare, infatti, un ulteriore stanziamento di fondi per i mezzi d’informazione che contribuiscono a diffondere notizie a livello locale. D’altra parte, lo stato di emergenza al momento è fissato al 31 dicembre 2021, ma già si parla di un’ulteriore estensione del provvedimento al 2022.

Scritto da: Elisabetta De Falco

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