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Festival del Podcasting 2020, Giulio Gaudiano: “Divertitevi in ciò che fate”

today17 Settembre 2020

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Come abbiamo annunciato qualche giorno fa, dal 9 al 10 ottobre 2020 a Milano (Lombardia) si terrà il Festival del Podcasting 2020, di cui Consulenza Radiofonica è media partner. L’evento inizialmente era previsto dal vivo, ma un aggiornamento di giovedì 17 settembre 2020 ha confermato lo svolgimento della kermesse online, visto che sono stati superati i 500 iscritti e oltre 200 podcaster si sono candidati nella sezione emergenti.

In particolare, venerdì 9 ottobre, dalle 9 alle 18, il Festival del Podcasting alternerà eventi formativi, workshop, presentazioni di libri e tavole rotonde su temi specifici legati al mondo del podcasting. Alle 19.00 ci saranno gli AperiPodcast. Infine, sabato 10 ottobre il palco virtuale aprirà alle ore 9 e tutti gli speaker si alterneranno condividendo la loro esperienza di podcasting in interventi di 15 minuti l’uno, fino alle 17, con una pausa tra le 13 e le 14.

Vista l’importanza dell’evento (e prima di questo aggiornamento), abbiamo contattato e intervistato l’organizzatore dell’evento, Giulio Gaudiano, con cui abbiamo parlato di podcast, radio e speranze per il futuro di questo nuovo medium.

Che cos’è il Festival del Podcasting?

“Il Festival del Podcasting è il più grande evento italiano dedicato al podcasting, nato mentre non vivevo neanche in Italia, stavo nel Sud Australia. Con questa distanza fisica, ma con una vicinanza mentale ed emotiva al mondo del podcasting – ascoltando ogni giorno podcast di creatori italiani -, mi è venuto il desiderio di creare un momento di incontro. Di solito, infatti, i podcaster non si conoscono in faccia, ma solo con la voce. Volevo un momento per incontrarsi e confrontarsi, crescere insieme, imparare cose nuove.

Fin dalla prima edizione, è stato chiaro che ciò che possiamo fare insieme è ricordare il passato, non dimenticarci da dove veniamo e quali sono le radici del podcast, che è una tecnologia completamente libera rispetto agli altri media odierni. Dall’altra parte, inoltre, cogliere insieme le opportunità del presente: il mondo del podcaster è in crescita, stanno nascendo nuove opportunità, ma è difficile stare al passo con i tempi, non è semplice capire dove sono queste occasioni, coglierle e, insieme, progettare il futuro.

Anche nel mondo del podcast quello che avremo domani dipende da ciò che facciamo oggi. Siamo convinti che insieme riusciamo a fare le cose meglio, soprattutto che si riesca a creare un contesto fertile per la fioritura e la crescita di nuovi talenti, che vengono anche da altri mondi o che vengono dal mondo del podcasting e, attraverso questo mezzo, trovano la propria realizzazione.”

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Tu hai ripetuto più volte la parola “insieme”, quindi lasciami dire che Consulenza Radiofonica è media partner del Festival del Podcasting 2020, evento che si tiene in un periodo storico abbastanza importante per l’umanità intera. Come vi siete organizzati per far rispettare le norme anti-Covid?

“Questa è una bellissima domanda. Abbiamo lanciato le date del Festival del Podcasting proprio nel momento in cui eravamo chiusi in lockdown, è stata un po’ una scommessa. Abbiamo sentito di doverlo fare per poter subito associare la kermesse a qualcosa di positivo. Ad esempio, abbiamo dedicato il 100% delle vendite dei biglietti all’apertura alla Croce Rossa Italiana, per essere in qualche modo presenti.

Poi, non ci aspettavamo una risposta così importante da parte delle persone: abbiamo tantissimi iscritti, più di quanti previsti. La location dove volevamo fare il Festival del Podcasting era troppo piccolo, ma questo non ci ha intimorito: anche gli scorsi anni ci siamo inventati qualcosa, come le cuffie della silent disco per riuscire a organizzare più workshop all’interno di un unico spazio. Stiamo lavorando per trovare location più grandi. Se non sarà possibile, anche per colpa della curva epidemiologica, comunque faremo l’evento online. Le prime edizioni sono state online, e non per questo sono state meno efficaci e divertenti rispetto a quelle dal vivo.”

festival del podcasting 2020

L’anno scorso abbiamo riportato nel nostro blog che una ricerca Nilsen certificava l’ascolto dei podcast tra le persone con 18 e 40 anni d’età. Come mai c’è questa sorta di ‘attrattività’ da parte di questo pubblico nei confronti dei podcast?

“Ci sono vari motivi, ma prima va detto che tale tendenza sta cambiando, soprattutto a causa dell’entrata di Spotify e Anchor. Lo abbiamo visto anche nell’ultimo anno con il lancio del podcast di Fedez e dalla youtuber Luis Sal, che insieme hanno creato il podcast ‘Muschio selvaggio‘ che ha avuto un pubblico prettamente giovanile.

Perché finora il pubblico è stato leggermente spostato in alto rispetto all’età? Perché i podcast esistono da tanto tempo, e quando sono usciti fuori non esistevano Youtube, Facebook e via discorrendo. L’idea era di poter creare un contenuto (video o audio), pubblicarlo liberamente online e renderlo accessibile ad altre persone, che dall’altra parte si potevano abbonare tramite il feed RSS. Era assolutamente emozionante, anche io quando ho iniziato a fare podcasting tanti anni fa ricordo che utilizzavo questo feed con un lettore mp3 o una pennetta che mettevo nel mio personal computer per scaricare podcast.

La vecchia guardia di internet conosceva già i podcast: una volta che li sentivi, non li mollavi. Dall’altra parte, l’idea della fruizione di un contenuto audio è molto legata all’ascolto della radio di contenuto, non tanto alla radio musicale. E quindi il pubblico della radio di contenuto è anagraficamente più grande e più maturo. Un altro motivo è perché la distruzione dei podcast è stata fortemente legata per tanti anni allo store di Apple.

Solo negli ultimi anni Apple ha inserito l’applicazione per ascoltare podcast su smarpthone e table, prima serviva un pc. Chi poteva permetterselo erano professionisti, che già lavoravano e possedevano Mac. Questo insieme di fattori ha fatto sì che finora l’età degli ascoltatori di podcast fosse leggermente spostata sugli anta, ma questa tendenza è assolutamente in cambiamento grazie ai nuovi player entrati in questo mondo.”

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Ultima domanda. Il Festival del Podcasting racchiude una sezione dedicata ai podcaster emergenti. Quali sono i consigli principali che un giovane podcast deve seguire per realizzare un prodotto che piaccia a se stessi e agli altri?

“Va detta una cosa importante, cioè che ora nel mondo del podcasting sta accadendo quello che è successo 10 anni fa nel mondo di YouTube: c’è una grandissima fioritura di nuovi progetti di comunicazione e di podcast. Ogni giorno ne nascono di nuovi, ed è per questo che abbiamo voluto una sezione per i podcast emergenti nel festival, perché si trovano delle vere e proprie perle.

Considera che, lo scorso anno, sul palco del festival è salita come speaker Marvi Santamaria, la creatrice del podcast ‘Match and The City‘ dedicato alle applicazioni di dating online come Tinder. E l’anno precedente Marvi non aveva mai creato un podcast, era seduta in platea ad ascoltare gli speaker del Festival del Podcasting. Questo ti dà l’idea di com’è fluido questo mondo, e come sia necessario guardare a quelli che hanno creato i podcast ieri sera per trovare i talenti del domani.

Rispetto ai consigli, prima di accendere il microfono, il primo è capire non solo chi siamo noi, ma come vogliamo comunicarci: il podcaster non è il dipendente di una radio che presta la voce per un programma, bensì è il padrone di casa, è l’ospite, quello ti fa entrare nel suo mondo. È molto importante definire le 5W. Quando abbiamo capito questo, siamo pronti per coloro che ci iniziano ad ascoltare.

Il secondo consiglio è coinvolgere le persone che ci ascoltano, non solo nella risposta ai nostri contenuti, ma includerli all’interno del podcast, intervistarli, creare attraverso il podcast una vera e propria community. Parlo anche del coinvolgimento economico: con il crowdfunding, è possibile per gli ascoltatori finanziare e partecipare economicamente alla creazione dei podcast.

L’ultimo consiglio è di godersi i podcast: non stare lì a guardare troppo le metriche, fortunatamente ancora non è come Youtube. Divertitevi nel fare quello che fate, godetevi l’esperienza di fare podcast, solo questo vi darà la possibilità, restando costanti nel tempo, di avere impatto sulle persone che vi seguono e raggiungere dei risultati.”

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Articolo a cura di Angelo Andrea Vegliante

Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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