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Come è strutturata la radio in Francia, Germania e Regno Unito.

today16 Aprile 2021

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In Italia,

le frequenze per le emittenti sono gestite dal Ministero dello sviluppo economico​ (Mise). Queste frequenze si applicano solo al raggio di trasmissione di un’antenna, di conseguenza ci sono una moltitudine di stazioni radio locali in Italia che condividono il mercato e talvolta lavorano anche insieme. Dovesse sfiorarci l’ardito desiderio di aprire una radio, come già scritto in un nostro articolo, Come aprire una radio FM? non è sufficiente andare al ministero preposto ed acquistare una frequenza, ma l’unica possibilità e quella di rivolgersi a qualcuno che ne ha già una e che è intenzionato a venderla.
In Italia, la radio pubblica è in concessione alla RadioTelevisione Italiana RAI con i canali Radio 1, Radio 2 e Radio 3.
I palinsesti decisi per le radio, sono studiati a completare i gusti di ogni età, deve raggiungere gli obiettivi di pubblica utilità e soddisfare il contratto scritto con il cittadino.
Radio 1 e Radio 3, sono principalmente destinati all’informazione, alla cultura, la viabilità e musica classica, mentre Radio 2, associato ad Eurosonic un network di radio pubbliche europee, trasmette con un taglio decisamente più moderno ed è dotato di palinsesti studiati alla concorrenza delle radio private.
Ma qual è la situazione all’estero?

 

In Francia

In Francia, a partire dagli anni 80 la trasmissione radiotelevisiva è passata da un regime di monopolio statale ad un organizzazione mista e pluralista, cui coesistono un settore privato ed uno pubblico. Il settore pubblico è gestito da due organizzazioni, Radio France e France Medias Monde.
Radio France, responsabile per la riforma della gestione e sviluppo di canali radio pubblici quali France Inter, Frane Culture, France Musique, canali paragonabili ai nostri Radio 1 e Radio 3, quindi di informazione, cultura e musica classica e, lanciata nel 1997 la giovanissima Le Mouv, una radio totalmente indirizzata al mondo Hip-Hop e con un target di pubblico che va dai 15 ai 30 anni.
France Medias Monde, l’altra società che coordina le attività radiofoniche statali, comprende i canali news di France 24, RFI e Radio Monte Carlo, vanta una vasta copertura mondiale di reporter e giornalisti, tramettendo in 18 lingue ed impegna particolare attenzione alle diversità culturali.

 

In Germania,

In Germania “Il sistema Radiotelevisivo, sia pubblico sia privato, trova il fondamento della sua disciplina a livello costituzionale nell’Art 5 della legge fondamentale (Grundesetetz) che stabilisce la libertà d’espressione, di trasmissione e la non-interferenza dello stato sulla materia radiotelevisiva come pilastri della democrazia dopo il 1949” come indicato nel documento della Camera dei Deputati nella legislazione straniera di sistemi radiotelevisivi esteri.
La struttura federale della Germania attribuisce ai Lander (ai 16 stati federali) la competenza esclusiva per la cultura della radiotelevisione e solo loro possono rilasciare le licenze statali per i media. Le leggi statali sui media in Assia, Bassa Sassonia, Shleswig-Holstein, Sassonia-Anhakt e Turingia prevedono operazioni commerciali solo per le onde trasmesse a livello nazionale.
Le licenze di radio locali finanziate da fondi pubblici si chiamano Canale Aperto, ovvero una radio o TV il cui programma è formato dai cittadini e di cui sono essi stessi responsabili.
Le radio tedesche, motivate politicamente e socialmente, hanno totale libertà nel discutere di ingiustizie sociali, ribaltano norme e regole, ospitano colloqui aperti e generano dialoghi attorno alla critica culturale contemporanea e non c’è da stupirsi se proprio a Berlino si produce la musica più innovativa del panorama europeo.
Gran parte dei palinsesti radiofonici sono programmati da diverse aziende preposte, NRW è il più grande fornitore di programmi tedesco e coordina i palinsesti di 45 stazioni radio locali.

 

Il sistema radiotelevisivo del Regno Unito.

Il sistema radiotelevisivo del Regno Unito i propri lineamenti fondamentali da due fonti principali. Lo statuto (Royal Charter) che disciplina la costituzione e l’assetto della società concessionaria BBC ed il contratto di servizio.
Il Royal Charter è un impegno verso i cittadini a diffondere informazione imparziale, accrescimento culturale, promozione di servizi pubblici ed innovazione al digitale, nonché la diffusione di immagine del Regno Unito nel mondo.
I dieci canali radiofonici, sono suddivisi con una programmazione destinata a differenti fruitori. Musica e palinsesti orientati secondo l’età ed i gusti, trasmissioni di notiziari e news, analisi e dibattiti, cronache sportive, programmi teatrali e culturali, trasmissioni riservate ai cittadini di origine asiatica e trasmissioni in lingue gaeliche, gallesi e per la Scozia, Irlanda del Nord e la regione inglese.
BBC radio 2 e BBC radio 4 sono in vetta alla classifica delle radio più ascoltate nel Regno Unito, seguite da Kiss UK di proprietà Bauer Media Group e Capital London di proprietà di Global Radio. Le più grandi emittenti sono associate a Radio Centre un organismo del settore per la radio commerciale nel Regno Unito che esiste per mantenere e costruire un industria radio commerciale forte e di successo.
Bauer Media Group, proprietario di radio e magazine è un conglomerato multimediale tedesco con sede ad Amburgo che opera in tutto il mondo e possiede più di 600 magazine, 400 prodotti digitali, 50 stazioni radio e TV, tipografie, servizi postali e agenzie di marketing, con un fatturato annuale di 2,24 miliardi l’anno.
Global Radio è una società di media inglese, proprietaria della più grande società radiofonica commerciale in Europa e di circa 40 stazioni radio, proprietaria inoltre della Global Academy University Technology college in Hayes.

 

E a noi che piace fare radio?

A noi che piace fare radio piacerebbe sicuramente tantissimo fare esperienza in realtà estere differenti, per un accrescimento sia professionale che culturale, per allargare il giro del nostro network, per avere cose sempre diverse da raccontare nei nostri programmi, ma quello che ci frega è lingua e bisogna parlarla davvero bene, perché dove si è mai visto uno speaker che farfuglia e non scandisce bene le frasi? Quindi giovani, voi che avete ancora tutta la vita davanti, se amate fare radio dateci dentro con la lingua, all’estero ci sono molte più possibilità lavorative nel mondo radiofonico, ve lo dice uno che ha passato i provini della BBC e vi assicuro che non è stato per niente difficile arrivarci. E’ la radio italiana che mi frega..

 

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Articolo a cura  di Martino Serra per Consulenza Radiofonica

 

Fonti:

Camera dei deputati Biblioteca legislazione straniera

Radio France Media Monde

Radio France

NRW

Bauer Media

Citizen Broadcasting

BBC

Radiocentre

Radio nel Regno Unito

Scritto da: Martino Serra

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