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Chiudono le radio? Colpa dei social network

today17 Luglio 2017

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Digita: “Chiudono le radio”.

E il risultato è – per alcuni tratti – imbarazzante. Basta fare un giro sul web per capire lo stato della piccola radiofonia italiana. Uno stato che da una parte interessa i potenti network e inattesi nuovi ingressi – l’ultimo è RadioMediaset; ma si parla già di una risposta di Sky, La7, ecc –; dall’altra ci sono le vecchie radio Fm che tentano di resistere alla lotta armata ma finiscono per fare la figura del Titanic. Insomma, a forza di testare i colpi sull’iceberg si finisce affondati.

Digita: “Chiudono le radio” e il primo risultato che viene fuori è la chiusura di Radio Adige – non trasmette più dallo scorso primo luglio (ha già venduto le sue frequenze a Rtl 102.5) – e la vendita di Radio Popolare, “Comprami sono in vendita”. Le radio storiche di Verona si sono fatte da parte lasciando ad altri il compito di trasmettere le proprie idee, lasciando che le ambizioni venissero risucchiate dal mercato.

Ecco, il mercato, vortice di fango che tutto toglie e nulla dà, pare, almeno alle realtà minori che per il lavoro che producono – esistono realtà locali che se avessero qualche soldo in più… – meriterebbero un destino migliore di un addio. Digita: “Chiudono le radio”. Rispondono: Metrò, Ponte, Fantasy; nomi fantasyosi che dicono poco o nulla ai non addetti ai lavori e che hanno raggiunto il pensionamento prima del previsto.

Alcune si sono offerte al web diventando una tra tante. D’altronde è anche di web che si parla, del suo utilizzo e del motivo per cui – prospettano gli esperti – le web radio attendano un futuro oltre le aspettative. Qui si apre una grande finestra su un apparente piccolo mondo composto da professionisti e impostori, gli uni statisticamente operanti come gli altri.

Digita: “Chiudono le radio” e ci domandiamo: perché le piccole radio Fm chiudono? Proviamo a indovinarla con una nota – din! è il suono della notifica. Della forte concorrenza a targhettizzazione monetaria abbiamo detto; delle mancanze di opportunità pure; manca il terzo dei tre elementi che somigliano agli essenziali Terra, Acqua e Fuoco, dove per Fuoco intendiamo i Social Network.

 

Le radio Fm chiudono

perché non utilizzano – o non sanno utilizzare – i Social Network, fonti – intese anche come fruitori di notizie – fondamentali per restare in piedi. I Social Network sono gli strumenti primari di condivisione del prodotto scelto. Grazie ai Social Network è possibile capire, attraverso la domanda, a chi andrà la nostra offerta e quanto verrà considerata. Ecco perché le vecchie radio Fm, frequentate da esperti – vecchi! – conduttori, chiudono o rischiano la chiusura: non hanno assemblato il loro pacchetto social. Adesso digita: “Social media manager”: “ […] pare che sia chi si occupa di gestire gli account social dei brand”. Brand = Network, nel nostro caso, e ogni Network ha il suo – o una squadra – di Social media manager.

Sono giovani, competenti, e hanno a che fare quotidianamente coi social network. Ci sono nati, prima di dire “mamma” hanno saputo dire “Hashtag”. Si tratta di elementi oggi essenziali per la costruzione del proprio brand, la condivisione e per il raccordo tra radio e ascoltatore. Le radio trasferiscono il proprio logo sulla neonata pagina “fans” e la finanziano al fine di ottenere like in numero maggiore del concorrente.

E se le cose non vanno come si desidera interviene un consulente – vedi: Consulenza radiofonica, Gestione Social Media – preparato per tracciare la strada migliore da percorrere. L’attualità, certo, aiuta le entità social che un tempo sarebbero state identificate come dubbie anche sotto la luce. Le università, per esempio, allegano ai propri corsi di comunicazione stati avanzati per prendere possesso della patente dei social. E i giovani si iscrivono, tanti giovani vogliono diventare professionisti dei social anticipando la grande – grandissima – richiesta comune.

Da una parte ci sono i network che masticano mercato con mascelle sempre più allenate; dall’altra – la stessa, a dire il vero – c’è il puntatore luminoso fissato sui social e sulle enormi potenzialità. Qualcuno vince, l’altro perde. È facile intendere che la situazione non è quella di un tempo, che la mitologia tecnologica è una realtà ascoltabile.

 

Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air

Scritto da: Consulenza Radiofonica

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