Interviste

Andrea Delogu: “La radio mi tiene sana di mente”

today30 Maggio 2022

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Andrea Delogu ci porta nello strano mondo di Contrappasso, il suo nuovo romanzo, e nella sua famiglia di Rai Radio 2

Abbiamo incontrato la simpaticissima Andrea Delogu, attrice, scrittrice, autrice e speaker radiofonica per Rai Radio 2, oltre che conduttrice televisiva. Con la sua grinta e riflessività ci ha raccontato del suo nuovo thriller distopico, dal titolo Contrappasso, e del suo speciale rapporto con la radio.

 

Andrea da poco sei rientrata dall’esperienza del Salone del Libro di Torino e stai ricevendo riscontri molto positivi per il tuo nuovo romanzo. Entriamo nel vivo di Contrappasso, di questo mondo molto particolare e a tratti spaventoso. Che cos’è il contrappasso? Come è nata l’idea di scriverne?

Il contrappasso è una legge che arriva all’improvviso sulla terra, senza un perché: se l’uomo uccide un essere vivente, di preciso un animale, muore della stessa morte dell’animale. Nel romanzo, noi essere umani non possiamo sfruttare più nessun animale per i nostri scopi, anzi, dobbiamo tutelarli. Da qui scopriamo se e come è possibile che gli uomini vivano senza fare vittime. Questo è il Contrappasso, un  romanzo nato da una mia esperienza personale, quando per la prima volta cucinai delle canocchie. Era il periodo del Covid, dopo aver mangiato sempre prodotti surgelati, mi era venuta voglia di pesce fresco. Dal pescivendolo, l’unico pesce appena pescato erano delle canocchie, a sua detta “freschissime”. Io non avevo assolutamente capito che con quel “freschissime” intendesse dire “vive”! Tornata a casa, ho acceso il fuoco, ho messo olio ed aglio in padella, ho preso il cartoccio e l’ho rovesciato senza guardare. Mi sono ritrovata davanti questi esseri viventi che si contorcevano dal dolore e non ero assolutamente pronta ad alzare il livello della mia ipocrisia. Da lì è venuta l’idea del mio nuovo romanzo.

In Contrappasso, più volte vengono citati grandi nomi della musica internazionale come Bob Dylan e Bruce Springsteen. Come la musica ti ha aiutato nella scrittura?

La musica mi ha aiutato tantissimo. Come nei mie due precedenti libri autobiografici, La Collina e Dove finiscono le parole. Storia semiseria di una dislessica, Bruce Springsteen è sempre presente perchè con la sue canzoni ho un forte legame affettivo. Eppure, forse vi sembrerà strano, la musica che ogni giorno ascoltavo per trovare l’ispirazione è stata quella di Justin Bieber e di Selena Gomez, in ricordo del loro amore finito. Insomma, musica tristissima. Ad esempio, quando andavo al supermercato avevo sempre le cuffiette per ascoltare Ghost di Bieber. Strappalacrime.

Nel romanzo parli anche di informazione, di come questa viene trattata dai media e di come i media intervengono nell’affrontare determinati eventi dell’attualità. Secondo te, che ruolo ha la radio rispetto a questa informazione?

Escludendo i TG che trattano l’informazione semplicemente dandola, senza opinioni, i programmi radiofonici hanno un altro legame con il pubblico, diverso da quello televisivo. Questt’ultimo, infatti, è molto ampio e il conduttore semplicemente parla al pubblico, senza confronto. Radiofonicamente parlando, invece, lo speaker è un amico che entra nella testa delle persone e con loro disquisice di qualsiasi cosa, che sia grande o piccola. Insomma, la radio è un modo per confrontarsi su diversi punti di vista. Anche con il Covid, avendo lavorato tutti giorni in radio, abbiamo instaurato un vero e proprio dialogo con i radioascoltatori.

Che ruolo ha la radio nella tua vita?

Mi tiene sana di mente. Senza la radio non capirei che il mio lavoro potrebbe finire da un momento all’altro. Adesso sta andando bene e sono grata di aver investito in questa carriera, ma so che si tratta di un lavoro a partita IVA, come qualsiasi libero professionista, e da un giorno all’altro potrebbero non chiamarmi più. La radio mi fa capire quanto sia importante avere un gruppo di lavoro, una famiglia, una quotidianità, un dover andare ad un orario e uscire ad un altro. Non vorrei mai abbandonarla!

Ascolta l’intervista qui

Scritto da: Benedetta Gambale

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