La radio dei morti in Afghanistan

Un filo invisibile tra la terra e il cielo: la rubrica di Radio Afghanistan

Pensiamo a un cancello chiuso. E in mezzo a questo cancello chiuso una finestrella – aperta – dalla quale entrano pezzi di carta. Su questi pezzi di carta ci sono nomi e cognomi. Sono i defunti. A dare un’identità e una dignità a chi non c’è più ci pensa Radio Afghanistan, che da 42 anni legge i necrologi in diretta. Tutto è iniziato nel 1925, l’anno di fondazione dell’emittente con sede a Kabul, la capitale della nazione dell’Asia meridionale. Qui la voce di uno speaker si fa Caronte dell’aldilà, trasporta le anime dei morti fino all’infinito.

Radio Italia ORA

Radio Italia cambia ORA: sessanta minuti per la ripartenza

Il 27 e 28 giugno Radio Italia ri-parte con una nuova veste grafica. Ma non solo: il cambiamento riguarda anche la musica trasmessa e le iniziative post coronavirus. Perché è da qui che riparte la radio nata nel 1982 da un’intuizione del fondatore e presidente Mario Volanti. È un cambiamento che riguarda gran parte della filiera aziendale: dal nuovo logo – disegnato da Sergio Pappalettera – alla musica che resta probabilmente la componente più importante per un’emittente radiofonica. Cambiamenti, dunque, ma Radio Italia resta la radio della musica italiana.   

La radio per i giovani

Un bando per sognare: 500 mila euro per i giovani radiofonici

Cinquecento mila euro subito per sognare. Ma anche per continuare ad amare la radio. Nasce con queste intenzioni il bando per rafforzare e integrare “ANG inRadio”, il network radiofonico che conta su 44 emittenti presenti in 13 regioni animate dall’impegno di 600 giovani. L’avviso ha il supporto del governo, essendo finanziato dal Fondo Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio e da risorse comunitarie. Ed è rivolto a giovani e associazioni, a gruppi under30 che vogliono mettersi in gioco con la radio.