Interviste

Quando il programma dura un quarto d’ora: ecco 15 minuti radio

today22 Gennaio 2019

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L’ascolto medio del pubblico radiofonico è molto basso. I motivi, principalmente, sono due: spesso, seguire una trasmissione è accompagnato da un’altra azione; in macchina, si tende a sentire un programma da quando si entra fino a quando si esce dalla vettura. Perciò, 15 minuti radio esprime pienamente alcuni concetti molto cari alla radiofonia: catturare fin da subito l’ascoltatore e fargli apprezzare il famoso quarto d’ora di trasmissione. Abbiamo fatto una chiacchierata con Renato Arpaia, attore e doppiatore, nonché direttore di questa emittente web, per capire come funziona.

I vostri programmi durano 15 minuti, come mai questa scelta?

Era un’idea che mi frullava in testa da un po’. Ormai l’ascoltatore in rete ha mille “distrazioni” ed è praticamente impossibile tenerlo incollato alla radio per ore. L’obiettivo è quello di offrire un messaggio diretto, immediato e che suscitasse l’interesse dell’ascoltatore senza “rubargli” troppo tempo, è da questo desiderio che è nato il format. Se ci pensiamo, quindici minuti al giorno nel traffico li trascorriamo di sicuro, o anche a casa mentre ci si prepara per uscire.
Noi ci vogliamo inserire in quel ritaglio di tempo, e lo facciamo trattando gli argomenti più disparati così da accontentare un pubblico sempre più ampio: dal cinema allo sport, passando per lettura e la musica, senza dimenticare i videogiochi. Abbiamo inoltre un oroscopo mattutino ed una rubrica medica curata da un pool di medici nostri collaboratori. Possiamo essere soddisfatti del nostro palinsesto che è già piuttosto corposo.

Quali sono i riscontri che avete ottenuto riguardo 15 minuti radio?

Siamo ovviamente ancora all’inizio e non è possibile fare alcun bilancio, ma possiamo comunque essere soddisfatti del riscontro praticamente immediato che abbiamo avuto e che, di sicuro, non ci aspettavamo. Le web radio sono ancora un prodotto di nicchia, quindi il target a cui ci si può rivolgere è ancora molto ristretto; eppure ci siamo già posizionati bene. Quello che personalmente mi rende più orgoglioso è vedere che l’ascoltatore “torna”, se è interessato all’argomento diventa poi ascoltatore affezionato. Questo vuol dire che i programmi funzionano e anche il format, ed è per me un’ottima cartina di tornasole per giudicare la qualità e la bontà dei servizi che offriamo.

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Renato Arpaia, direttore responsabile di 15 minuti radio

La domanda mi sorge spontanea. Si sa che uno speaker ha un pizzico di egocentrismo abbastanza sviluppato e, magari, un programma di soli 15 minuti può essere visto in malo modo. I vostri speaker, invece, come hanno approcciato a questo contesto?

Il format dei 15 minuti è un fil-rouge della radio ma non una limitazione tassativa. Nel nostro palinsesto si alternano strisce di 15 minuti a programmi di durata diversa, anche a seconda dell’argomento trattato. È chiaro che un programma musicale di soli 15 minuti perderebbe la sua natura e non susciterebbe alcun interesse nell’ascoltatore. Abbiamo, ad esempio, il programma Hasta la Vista di Gerry Longo (ex partecipante del Grande Fratello) che va in onda il venerdì alle 21.00, che dura 2 ore, ma che vi assicuro scivolano via che è un piacere. Tempozero e Radio-One sono altri programmi lunghi che riscuotono successo. De Il Discontinuo poi vi dirò più avanti.

A mio avviso, la linea editoriale di 15 minuti radio poggia le basi su un concetto abbastanza importante: la parola può fare la differenza?

Scusami se parlo un attimo di me: sono attore e doppiatore, e ho da sempre la passione per la parola. Sono convinto che la parola possa fare la differenza, in molti campi. La mia trasmissione, Il Discontinuo, del mercoledì sera, ha per sottotitolo “Il bello della musica e la magia delle parole”. Mettendo il risalto il connubio tra musica e parole si crea un’atmosfera magica: il testo di una canzone straniera letto e poi ascoltato ad esempio è un valore aggiunto alla musica.

Secondo te, sarebbe possibile riproporre un format radiofonico come quello di 15 minuti radio nel mondo FM?

Credo proprio di sì, come dicevo prima, in macchina, nel traffico, i 15 minuti sono l’unità di misura minima del tempo, no? Proviamo a pensare: avere la possibilità di scendere dall’auto senza interrompere a metà l’ascolto del tuo programma preferito!

Considerando il contesto attuale, pensi che le emittenti web siano il futuro della radiofonia italiana?

Di sicuro lo spero! Speranze a parte, il dato di fatto è che oggi tutti ormai hanno uno smartphone che usano praticamente per tutto, per questo la web radio, rispetto a un apparecchio FM, ha il vantaggio di poter essere ascoltata praticamente ovunque. Ma, come tutte le trasformazioni e rivoluzioni culturali, ci sono retaggi duri da sconfiggere ed il processo sarà lungo. Siamo onesti: il pubblico dell’FM è al momento di gran lunga superiore. Tuttavia lasciatemi invitare chi legge a scoprire il lavoro che c’è dietro la nostra emittente (e dietro tutte le emittenti web) visitando il nostro sito.

Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air

Intervista a cura di Angelo Andrea Vegliante

Un ringraziamento speciale al nostro media partner webradioitaliane.it.

Scritto da: Angelo Andrea Vegliante

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